Maurizio De Giovanni e Giggino de Magistris

Il contrappello per i cittadini calabresi: non votate de Magistris se non volete andare incontro a morte politica e sociale certa

Come può un personaggio del calibro di Maurizio De Giovanni, acclamato e pluripremiato scrittore noir, che ha conquistato non solo le vette delle classifiche ma anche lo switch off tra carta stampata e celluloide con i suoi personaggi che sono protagonisti di serie tv e film di successo e che continua a sfornare con un’intensità davvero ammirevole opere teatrali, monologhi, libri, interventi su quotidiani e televisioni, aver subito la fascinazione del più disastroso sindaco di Napoli degli ultimi 40 anni?

Non solo perché negli anni scorsi è stato amplificatore della politica di de Magistris e del suo Movimento ma soprattutto perché qualche giorno fa, come ha fatto notare questa mattina in un editoriale il professor Paolo Macry pubblicato sul Corriere del Mezzogiorno, lo scrittore ha lanciato un appello trasversale, insieme a una schiera di intellettuali, ai calabresi perché votino Giggino presidente della Regione.

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Come fa notare Macry è difficile non lanciare un contrappello ai calabresi per non votare de Magistris, perché Napoli è sicuramente messa meglio della Calabria, sia dal punto di vista dei servizi che delle infrastrutture ma che con l’avvento dell’ex magistrato la cittadina partenopea ha subito un calo vertiginoso. Con la ricetta arancione la regione passerebbe da uno stato comatoso, nel quale si trova, a uno stato di morte acclarata. de Magistris non è riuscito a fare la rivoluzione promessa.

È riuscito ad aumentare anche le macerie lasciate da Rosetta

Non che la rivoluzione avesse dovuto avere le sembianze di un cambiamento radicale di vita amministrativa, politica e sociale di Napoli (che sappiamo essere impossibile in appena due mandati), ma il sindaco uscente è riuscito a peggiorare anche il già disastroso livello di eredità che aveva ricevuto dalla Iervolino. I trasporti sono spariti, gli asili son andati diminuendo di numero, le scuole sono ridotte malissimo, gli alloggi popolari sono in condizioni pietose e tutta la macchina amministrativa è morta.

Questi dieci anni son serviti soltanto agli amici degli amici dell’ex pm di Catanzaro, vedi Insurgencia e i centri sociali, a gente senza arte nè parte che grazie a un colpo di fortuna, e a un sistema elettorale che premiò l’outsider de Magistris, è stata eletta con poco più di 100 voti e che ha vissuto questa esperienza come se le avanguardie di Giggino fossero strutturate politicamente, cosa assolutamente non vera. In considerazione di tutto ciò, la fascinazione subita da De Giovanni nei confronti di de Magistris è un mistero che nemmeno il commissario Ricciardi potrebbe risolvere. A questo punto è giusto e doveroso lanciare un contrappello agli amici e ai fratelli calabresi: malgrado i firmatari di questa proposta non votate de Magistris se non volete andare incontro a morte politica e sociale certa.

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