di Giancarlo Tommasone

Poche ore dopo il duplice omicidio del sei settembre scorso a vico Pergola all’Avvocata, l’attenzione degli inquirenti si focalizzò sul clan Contini, guidato all’epoca dei fatti da Nicola Rullo. Il reggente della cosca, secondo le prime risultanze investigative, non avrebbe permesso oltre lo sconfinamento di altri gruppi che si erano presentati al Vasto a imporre le estorsioni ai commercianti.

Edoardo Contini al momento del suo arresto
Edoardo Contini al momento del suo arresto

L’ipotesi fu rafforzata da una serie di riscontri, primo tra tutti il fatto che già da alcuni anni nella zona del ras del Rione Amicizia si erano registrate incursioni di cosche di Forcella e del Borgo Sant’Antonio Abate. A farle entrare in gioco la famiglia Contino (da non confondere con i Contini), che seppur organica al clan fondato da Edoardo ‘o Romano, era invisa a Rullo. «Sia i Contino che i forcellesi – racconta un investigatore a Stylo24 – era considerata dagli accoliti del Rione Amicizia gente che non si sapeva comportare».

LE OSSA DELLE DITA
DELLE MANI FRANTUMATE
COME PUNIZIONE
PER UN FURTO
IN ZONA VIETATA

Due gli episodi in particolare su cui si focalizzarono le indagini delle forze dell’ordine. Il primo ha a che fare con quanto capitato a un giovane dell’Arenaccia: si presentò in ospedale con le nocche e quasi tutte le ossa delle dita delle mani frantumate. Si schermì dichiarando che si era procurato le fratture in seguito a un incidente, ma «non ci volle molto per comprendere che era stato preso a martellate». Secondo quanto fu ricostruito, «il soggetto ritenuto vicino ai Contino aveva rubato in una zona vietata e soprattutto a una persona con la quale non si doveva permettere». La punizione «rituale» sarebbe arrivata da quelli del Rione Amicizia.

I CONTINO SI PONGONO COME
I VERI E PROPRI SCISSIONISTI
DEL CLAN DI EDOARDO CONTINI

Un secondo episodio rende invece meglio la sfrontatezza dei forcellesi. Presentatisi al cospetto del titolare di una piccola bottega da taglieggiare, si sarebbero sentiti rispondere che era impossibilitato a pagare e che poi quella zona era sotto il controllo dei Contini. Di contro il giovanissimo capo della spedizione forcellese avrebbe detto: «I soldi ce li devi dare e ‘o Romano ce fa ‘nu b…».

L’arresto di Nicola Rullo

Da allora molte cose sono cambiate, soprattutto dal punto di vista degli assetti. «I Contino – spiegano gli inquirenti – approfittando anche del recente arresto di Nicola Rullo si pongono ora sempre più apertamente come gli scissionisti del clan, ma devono fare comunque i conti con quelli del Rione Amicizia».