Il Comune pianta seimila alberi grazie ai fondi europei mentre la Floridiana rischia di perdere il suo simbolo
Napoli si prepara a cambiare volto con un imponente piano di forestazione urbana che toccherà tutti i quartieri. La notizia del nuovo piano per i seimila alberi a Napoli accende il dibattito sul futuro ecologico della città. Teresa Bastia, dirigente del Servizio Verde Pubblico, ha presentato il programma durante il Green Med Expo.
Infatti Palazzo San Giacomo ha ottenuto un finanziamento europeo che supera i 5 milioni di euro complessivi. Questa cifra servirà a sostituire le piante malate e a riempire i troppi spazi vuoti sui marciapiedi. Tuttavia il numero annunciato dai tecnici appare decisamente troppo basso rispetto alle reali necessità del territorio partenopeo.
Il nuovo piano per i seimila alberi a Napoli
Il censimento ufficiale del Comune conta oltre 40.000 esemplari distribuiti nelle dieci municipalità cittadine. Molti di questi fusti sono vecchi, malati e rischiano di crollare alla prima ondata di forte maltempo. Per questo motivo l’amministrazione ha deciso di intervenire con urgenza utilizzando il criterio della sostituzione specie su specie.
Il progetto mira a ricostruire l’assetto urbanistico originario delle grandi strade nate tra l’Ottocento e il Novecento. Intanto gli operai hanno già individuato i primi lotti d’intervento tra le aree del centro e la periferia. Però molti esperti del settore spiegano che seimila arbusti sono una goccia nel deserto e servirebbe almeno il doppio.
I paletti dell’assessore e la salute pubblica
Il verde urbano non è una semplice decorazione ma rappresenta una vera e propria difesa contro l’inquinamento. L’assessore Vincenzo Santagada ha voluto chiarire la linea della giunta: «Questo programma non è una semplice operazione di arredo urbano: è una misura di salute pubblica». Ogni fusto piantato garantisce ombra e riduce l’impatto delle isole di calore sull’asfalto.
I problemi principali restano gli spazi radicali ridotti, i suoli troppo compatti e la cronica scarsità idrica estiva. Di conseguenza le nuove essenze botaniche non avranno solo un valore ornamentale ma seguiranno rigide valutazioni tecniche. Nel frattempo i comitati civici chiedono garanzie sulle manutenzioni future per evitare che i fusti secchino subito.
Allarme in Floridiana per il platano secolare
Mentre il Comune pianifica i nuovi impianti, al Vomero si combatte una battaglia silenziosa per salvare un monumento botanico. Il platano storico situato all’ingresso di via Aniello Falcone è stato inserito nella classe di massimo rischio cedimento. Lo stato di salute dei 1.117 alberi censiti nel parco ha fatto scattare un piano straordinario di potature.
I vecchi cavi di acciaio montati sul tronco secolare non bastano più a garantire la stabilità della struttura. La direttrice dei Musei nazionali del Vomero, Almerinda Padricelli, ha chiesto una nuova perizia specialistica per evitare l’abbattimento. Perciò la comunità del quartiere si sta mobilitando sui social network per proteggere il simbolo del polmone verde collinare.
Le sfide burocratiche per la transizione ecologica
La Carta per la gestione del rischio arboreo guiderà gli interventi dei giardinieri nei prossimi mesi. Gli accertamenti tecnici serviranno a tutelare la sicurezza pubblica dei tantissimi frequentatori della villa vomerese. Intanto la transizione ecologica della città pubblica deve scontrarsi con i tempi lunghi delle gare d’appalto europee.
I fondi dovranno essere spesi rapidamente per evitare la perdita dei finanziamenti ministeriali già stanziati. La sfida climatica si vince solo con interventi strutturali e non con singole operazioni spot una tantum. Napoli ha bisogno di raddoppiare gli sforzi per raggiungere gli standard di vivibilità delle grandi capitali europee.


















