Nuovo incidente a Posillipo. I parenti delle vittime chiedono controlli e formazione, mentre il corteo sul lungomare ricorda chi ha perso la vita.
Due auto parcheggiate sono state distrutte in via Petrarca. A colpirle, secondo la ricostruzione segnalata da Francesco Emilio Borrelli, sarebbe stata una vettura lanciata a forte velocità, che si è poi allontanata.
Le telecamere private potrebbero ricostruire lo schianto
I proprietari hanno scoperto i danni al risveglio. Per capire cosa sia accaduto potrebbero essere decisive le immagini degli impianti privati, perché nella zona, riferisce il Mattino, mancherebbero telecamere pubbliche utili alle verifiche.
Borrelli parla di «un delirio senza fine che si sta manifestando in via Petrarca». Nella sua denuncia mette insieme le difficoltà quotidiane della strada: «Poca sicurezza stradale, auto parcheggiate in doppia fila che bloccano la circolazione, giovani spavaldi che non intendono modificare il proprio atteggiamento».
Il nuovo incidente segue altri episodi di sosta selvaggia e pericolo per i pedoni. Un’auto di grossa cilindrata aveva ostruito il passaggio vicino a un locale, lasciando bloccato nel traffico anche il consigliere comunale Gennaro Demetrio Paipais.
Paipais chiede di intervenire prima degli incidenti
Per il consigliere, alla velocità si sommano sorpassi, scarsa visibilità, illuminazione insufficiente e problemi del manto stradale. Condizioni che rendono più esposto chi si muove a piedi.
«Questi incidenti sono conseguenza di una criticità strutturale: la velocità incompatibile con il contesto urbano e morfologico e la fragilità dell’utenza debole», sostiene.
Paipais chiede dunque di lavorare sulla strada prima che avvengano altri schianti: «Non possiamo più limitarci alla repressione a posteriori. Serve un cambio di paradigma nella progettazione e gestione dello spazio pubblico».
Ricorda le risorse ottenute da Forza Italia con un maxiemendamento di bilancio, ma ritiene che quel finanziamento debba essere seguito da altri interventi.
Cinque attraversamenti rialzati, ma restano strisce sbiadite
Con i lavori sono arrivati nuovi attraversamenti pedonali rialzati tra Chiaia e Posillipo. Il consigliere richiama cinque strutture finanziate con centomila euro, ventimila per ciascuna.
«Un po’ pochi», osserva, ricordando che restano strisce sbiadite e passaggi pedonali senza illuminazione.
«Lo scopo non è soltanto quello di tracciare delle linee e installare dei cartelli, ma è quello di rendere una diversa e più efficace percezione della sicurezza stradale agli occhi della cittadinanza e del pedone», aggiunge. Per ottenere questi adeguamenti, però, attende ancora riscontri: «Lo chiediamo da tempo ma le risposte dai dirigenti tardano ad arrivare».
Marciapiedi più larghi e isole salvagente per chi attraversa
Il programma comunale degli attraversamenti protetti comprende anche via Manzoni, corso Vittorio Emanuele e via Caravaggio.
Paipais vorrebbe affiancare a questi lavori aree con limite di trenta chilometri orari, isole salvagente, marciapiedi più larghi agli incroci e luci sulle strisce.
«Sono interventi di “traffic calming” che inducono fisicamente il conducente a moderare la velocità», spiega. La forma della strada dovrebbe così aiutare a proteggere i pedoni, anche quando chi guida non rallenta di propria iniziativa.
La turista investita sul lungomare è ancora in Rianimazione
Quanto sia urgente intervenire lo ricorda anche l’investimento di viale Dohrn. Una turista leccese di ventiquattro anni è stata travolta da un’auto ed è ricoverata in gravi condizioni all’ospedale del Mare.
Carmine De Gregorio, padre di Gianmaria, morto con Gianluca e Oliviero nell’incidente di via Petrarca, cita proprio quella strada per spiegare perché i dossi non gli sembrino sufficienti: «Prova ne è l’ennesimo grave incidente avvenuto in una strada dove i dossi ci sono».
Secondo la sua denuncia, alcuni dissuasori sarebbero stati parzialmente coperti per livellare la carreggiata in occasione di una manifestazione automobilistica. Il genitore chiede semafori con telecamere, autovelox e controlli continuativi.
Il corteo sul lungomare ricorda le vittime
Alla giovane ricoverata è stato rivolto un pensiero durante la manifestazione promossa da Europa Verde in memoria di Elvira Zriba e delle altre vittime della strada.
Borrelli ha aperto il corteo con Lorenzo Pascucci e Rosario Pugliese. I partecipanti sono partiti da via Caracciolo e hanno raggiunto il punto dell’investimento.
«Ormai è diventata una ritualità il fatto che noi protestiamo e i farabutti continuano a correre come dei pazzi nella nostra città», ha detto il deputato. La sua richiesta di rafforzare le norme nasce dalla denuncia del «fallimento del modello attuale che non tutela le vittime».
Sui cartelli si leggeva: «La mattanza infinita dei criminali della strada».
In strada anche i familiari di Rita, Sara e Christian
Tra i partecipanti c’erano i parenti di Rita Granata, Sara Romano e Christian Carezza, ucciso a tre anni e mezzo da un’auto finita sul marciapiede.
Luigi Granata, padre di Rita, ha spiegato il senso della loro presenza: «La nostra presenza vuole sollecitare la politica, le istituzioni e tutti i cittadini a prestare attenzione quando si circola per strada, l’auto può diventare un’arma».
Davide Cuomo, del Comitato 30, chiede di «rendere più sicura la viabilità, tutelare le categorie fragili come i pedoni e far diventare Napoli una città con il limite di 30 chilometri all’ora».
Al corteo hanno preso parte anche Nelide Milano, Rino Nastie, Carlo Restano e una delegazione di Castel Volturno, dove un quindicenne è morto dopo essere stato travolto in bicicletta sulla Domiziana.
Più formazione prima di mettersi al volante
La richiesta di maggiore attenzione alla guida prosegue nelle scuole. Carmine De Gregorio e Federica Spada, madre di Gianluca Del Torto, promuovono incontri e campagne per i ragazzi con l’associazione nata in memoria dei tre amici.
Chiedono più esercitazioni prima della patente, richiamando il precedente minimo di sei ore e percorsi più lunghi in Francia e Romania.
La disciplina delle esercitazioni obbligatorie prevede ora otto ore. L’efficacia della misura è collegata alle disposizioni attuative ed è previsto un regime transitorio.
Per l’associazione, però, la preparazione deve andare oltre la capacità di manovrare un’auto e aiutare i ragazzi a comprendere ciò che comporta guidarla.
De Gregorio insiste sugli autovelox
«I ragazzi devono essere educati e formati, non solo a guidare un’auto come si deve, ma a comprendere fino in fondo il valore della responsabilità che ci si assume quando ti metti al volante», spiega De Gregorio.
Negli incontri si parla anche di distrazione, sostanze stupefacenti e abuso di alcol, per insegnare a divertirsi senza esporsi a questi pericoli.
Alla formazione, il padre di Gianmaria vuole affiancare misure capaci di frenare la velocità: «Al netto delle singole responsabilità bisogna fare qualcosa per rendere le strade più sicure altrimenti continueremo a contare il numero delle vittime».
La richiesta su cui torna è precisa: «Lo ripeto ancora una volta: servono gli autovelox, l’unica possibilità che abbiamo per provare a convincere gli automobilisti a rallentare».


















