venerdì, Maggio 27, 2022
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Raccolta rifiuti nel porto senza gara, ricorso all’Anticorruzione

Assoutenti ha scritto all’Anac per denunciare la chiamata diretta alle imprese per il servizio di smaltimento del pattume delle navi

di Fabrizio Geremicca

Assoutenti scrive all’Anac ed all’Autorità garante per la concorrenza affinché verifichino se l’Autorità Portuale del Tirreno Centrale, che ha giurisdizione sui porti di Napoli, Salerno e Castellammare, ha seguito le regole nell’affidamento dei servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti delle navi all’interno dello scalo marittimo partenopeo. L’istanza è firmata dall’avvocato Luca Tozzi.

L’associazione lamenta in particolare che dopo una gara bandita nel 2012 e che andò deserta, il sevizio non è mai stato assegnato tramite bando di gara. Argomenta Tozzi: “Viene espletato attraverso chiamata diretta alle imprese in possesso dei requisiti indicati ed autorizzate ai sensi dell’articolo 68 del codice della navigazione, ma la specifica normativa di settore impone espressamente all’Autorità di Sistema Portuale competente territorialmente l’obbligo di gara”. Sottolinea, poi: “Da semplice verifica su internet risulta che quasi tutte le altre Autorità di Sistema Portuale di Italia fanno le gare per il detto specifico settore della raccolta e smaltimento dei rifiuti delle navi ad eccezione di quella del Mar Tirreno Centrale. Sul punto per una fattispecie identica l’Anac ha già avuto modo di statuire l’illegittimità dell’operato e della condotta della Autorità Portuale territorialmente competente allorché, in relazione al Porto di Fiumicino, non ha rinnovato la indizione di una gara per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti delle navi a valle di una gara deserta”.

Un paio di anni fa la questione della raccolta dei rifiuti nel porto – stavolta non in relazione al prelievo dalle navi ma alla rimozione dall’ambito dello scalo marittimo – era già finita al centro di un ricorso al Tar Campania. Furino, una delle società che avevano partecipato alla gara di appalto poi aggiudicata il 28 luglio 2018 a Servizi ecologici portuali napoletani(416.000 euro il capitale sociale), aveva sostenuto che ci fossero evidenti conflitti di interesse tra i commissari di gara e l’azienda vincitrice. Determinati, a detta di Furino, che in quella vicenda era patrocinata proprio dall’avvocato Tozzi, dalla circostanza che fino a qualche tempo prima che fosse bandita la gara l’Autorità Portuale deteneva il 25% delle quote di Sepn, successivamente cedute agli altri due soci: Gruppo Riunito Sbarco Cenere e Servizi Lampo. Scriveva l’avvocato Tozzi nel ricorso: “Il dottor Dario Leardi risulta essere oggi sia Sindaco Supplente di Sepn che dirigente dell’ufficio Amministrazione dell’Autorità Portuale , soggetto che ha contribuito alla rideterminazione del prezzo a base di gara”.

Aggiungeva: “Il dottore Renato Notarangelo, che oggi è il dirigente dell’Ufficio gare e contratti dell’Autorità Portuale che ha approvato gli atti di gara ed inviato le lettere di invito alla procedura negoziata è stato presidente del consiglio di amministrazione di Sepn fino al 24 febbraio 2017. Il dottore Gennaro Cammino, che è dipendente dell’Autorità Portuale inquadrato nell’ufficio Grandi Progetti, è stato sino al 9 marzo 2018 consigliere e vicepresidente del consiglio di amministrazione di Sepn”.

Incalzava Tozzi nel ricorso: “La comunanza di personale e di capitali tra l’Autorità Portuale e Sepn ha determinato un conflitto di interessi che avrebbe dovuto inibire la partecipazione della ditta”. Citava a sostegno di questa tesi una serie di norme in materia di appalti. Su questi punti il Tar non si è mai pronunciato nel merito. Lo ha respinto, infatti, perché ha accolto la tesi dei legali dell’Autorità Portuale i quali ne avevano eccepito la tardività. Sollecitato da Stylo24, entra invece ora nello specifico delle contestazioni il presidente dell’Autorità Portuale, Pietro Spirito. Premette: “L’Autorità Portuale, ai sensi dell’articolo 23 comma 5 della legge 84/94 aveva costituito una società partecipata denominata Sepn srl di cui possedeva una quota di partecipazione pari al 25% del capitale, finalizzata alla gestione ed al controllo del servizio di interesse generale della raccolta dei rifiuti in ambito portuale. Pertanto, come previsto da statuto,  l’Autorità Portale aveva una sua rappresentanza attraverso la nomina di due componenti nel Cda e di uno nel Collegio dei Revisori (i rappresentanti erano dipendenti dell’Autorità Portuale)”.

Aggiunge: “ Successivamente, nell’anno 2017, l’Autorità ha dismesso la propria quota di partecipazione nella società ed ha pubblicato il bando di gara per l’affidamento del servizio. I dipendenti dell’ex Autorità Portuale che ricoprivano ruoli nella Sepn si sono di conseguenza dimessi nello stesso periodo, facendo venir meno ogni ipotesi di conflitto di interessi. In particolare, il Presidente del CdA di Sepn, dipendente dell’ex-Autorità Portuale e dirigente dell’ufficio gare e contratti, si è dimesso dalla società nel dicembre 2016, mentre il bando di gara è stato pubblicato nel giugno 2017”.

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