Il Comune di Napoli - stylo24
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Anm, Abc, Caan: tre partecipate del Comune di Napoli che versano in condizioni difficili. Per le quali spesso, si naviga a vista, e che generano polemiche su polemiche. Lasciando da parte Acqua Bene Comune con la questione delle bollette con gli aumenti retroattivi e dell’indagine della Corte dei Conti, ci occupiamo dello stato in cui versano l’Azienda napoletana di Mobilità e il Mercato agroalimentare. I trasporti continuano ad essere in cima alla classifica per quanto riguarda disservizi e falle nel sistema.
Fa scalpore che non si riesca a rinnovare gli abbonamenti a invalidi e a persone in difficoltà economica che saranno costretti – se vogliono viaggiare a bordo di treni, autobus e funicolari – a pagare il biglietto per intero. Occorrerebbero 1,6 milioni di euro per appianare i conti e per risolvere solo questo problema, ma i soldi non ci sono e sarà difficile reperirli. L’anno scorso sono stati staccati 10mila abbonamenti solidali, ma quest’anno il Comune non ha come pagare e allora si va a piedi. Il malumore era già alle stelle per quanto riguarda i trasporti a Napoli, la situazione adesso, può dirsi ulteriormente peggiorata.
Ma non dimentichiamo che c’è un’altra partecipata del Comune che è con l’acqua alla gola. Si tratta del Centro agroalimentare di Napoli, che è stato delocalizzato a Volla, dopo anni di interventi e di ritardi. Per quel polo, è stata accettata la proposta di accedere al concordato preventivo senza piano. Il Caan è in crisi e il Tribunale di Nola, attraverso il presidente della II Sezione fallimentare Vincenza Barbalucca, ha proceduto alla nomina di tre commissari. Si tratta di Salvatore Bonagura, Francesco Finnamò e di Nicola Rascio. Saranno loro a dover vegliare sulle operazioni di ristrutturazione del debito che grava sulla partecipata, di cui il Comune di Napoli possiede più del 70% delle azioni.