Giancarlo Pittelli

L’intervento di Giancarlo Pittelli*

Ho letto le dichiarazioni di de Magistris e sono, mio malgrado e per la considerazione che nutro per lui, costretto a ritornare su di una vicenda definitivamente chiusa.
Il de Magistris, seguito in ciò dai suoi legali, afferma che la Cassazione non è  giudice del fatto e che, pertanto, le sue accuse ai danni di noi imputati, sarebbero ormai cristallizzate dalla pronuncia della Corte d’Appello di Salerno annullata senza rinvio.
Forse gli sfugge, pur essendo stato magistrato, che la sentenza di appello, annullata dalla Cassazione senza rinvio, non esiste più. Vale, allora, la sentenza di primo grado che ha sancito l’insussistenza dei fatti da lui denunciati nel corso dei suoi 98 interrogatori ai Pm di Salerno (successivamente trasferiti per incompatibilità ambientale) non mancando di additare le gravissime scorrettezze procedurali commesse dall’allora sostituto di Catanzaro e che hanno prodotto “atti al di fuori dell’ordinamento processuale”.

Sia la sentenza di primo grado che quella di appello (entrambe pubbliche e facilmente consultabili)  non hanno mai posto in dubbio la doverosità dell’esclusione del de Magistris dalla conduzione delle indagini rilevando profili di inopportunità soltanto rispetto al soggetto che avrebbe dovuto, comunque, procedere alla revoca dell’assegnazione.
Questa è la vera storia che i giudici hanno scritto e che non può essere mistificata, alterata e utilizzata per la ricerca di un rinnovato consenso politico già conseguito con modalità analoghe.

*avvocato, ex senatore della Repubblica