Il sindaco ed ex pm, Luigi de Magistris

Arrivano le assoluzioni per l’inchiesta ‘Why not’ di de Magistris, finita in nulla nonostante indagarono l’allora presidente del consiglio Romano Prodi, mentre le principali home page dei quotidiani, compreso ‘Il Fatto Quotidiano’, non stanno neanche dando la notizia“. Lo afferma Filippo Facci, editorialista di Libero, dopo la sentenza della sesta sezione penale della Corte di Cassazione che ha annullato senza rinvio la sentenza della Corte d’Appello di Salerno che aveva dichiarato il non doversi procedere per intervenuta prescrizione per i reati di abuso d’ufficio contestati all’ex procuratore aggiunto di Catanzaro, Salvatore Murone e all’avvocato generale Dolcino Favi, i quali avevano adottato provvedimenti atti a sollevare dalle indagini ‘Why Not’ e ‘Poseidone’ l’ex pm Luigi De Magistris, adesso sindaco di Napoli.

De Magistris parla di fatti storici“, sottolinea Facci facendo riferimento alle parole del primo cittadino secondo il quale la sentenza della Corte d’Appello di Salerno in cui si parla di condotte, seppur prescritte, di abuso d’ufficio “è un fatto storico acclarato e la storia non può essere cambiata“, “ma l’unico fatto storico accertato – osserva Facci – è che i napoletani sono governati dall’ex magistrato che nella storia d’Italia ha più sfruttato il fumus giudiziario da lui sollevato con centinaia di vittime innocenti e un numero incredibile di fallimenti giudiziari per ottenere consensi politici fondati sull’ignoranza“.

 

Oggi (ieri ndr) abbiamo le assoluzioni per Why Not – continua il giornalista – ma bisognerebbe guardare quelle per le inchieste: sugli illeciti finanziamenti su strutture alberghiere calabresi; sulla clinica degli orrori; sulla massoneria; sui cinque assessori comunali accusati di abuso di ufficio; sulla costruzione del palazzo di giustizia di Catanzaro; sui farmacisti accusati di falso; per l’inchiesta Artemide che coinvolse anche l’allora assessore regionale all’Ambiente della Calabria“.

E ancora, prosegue Facci, bisognerebbe guardare tutte le assoluzioni per le inchiestesul sindaco di Catanzaro e altri per svariati reati; sui villaggi turistici di Botricello; sul sequestro di un intero ospedale regionale; sull’allora presidente della Regione Calabria Agazio Loiero; su 57 persone per introduzione di clandestini da avviare alla prostituzione e al traffico di organi” e “le inchieste per associazione mafiosa contro due ex deputati e 35 altre persone” e “‘Drug off’ per traffico droga e auto rubate“. “Tutto questo – conclude – quando le inchieste Poseidone, Toghe lucane e ora Why Not, conclamati fallimenti, non erano ancora cominciati“.