Gli operai della Whirlpool in corteo
Gli operai della Whirlpool in corteo (foto di repertorio)

Ennesima fumata nera al tavolo di confronto svoltosi al Mise per la vertenza della fabbrica di Via Argine

Niente da fare, ennesima fumata nera, che suona quasi come definitiva. Whirlpool non cambia la sua posizione rispetto alla stabilimento di Napoli. Lo hanno ribadito i rappresentanti dell’azienda nel corso del tavolo con le parti sociali convocato ieri dal Mise in videoconferenza, confermando di non aver intenzione di far ripartire a Napoli né la produzione di lavatrici né nessun’altra.

Durante «l’incontro di oggi (ieri per chi legge, ndr) al Mise, Whirlpool non ha potuto negare i guadagni a doppie cifre, l’aumento del 30% dei volumi anche in Italia. E’ inaccettabile che le multinazionali che vanno bene, che hanno lavoro, possano chiudere stabilimenti impunemente». Così la segretaria nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore elettrodomestico, Barbara Tibaldi, al termine del tavolo in videoconferenza convocato dal Mise sul futuro dello stabilimento Whirlpool di Napoli. «Chiediamo – ha proseguito – l’intervento del presidente del Consiglio Mario Draghi. Occorre incontrare le proprietà, anche quelle delle multinazionali, che qui lavorano e guadagnano, e convincerle a restare, creare lavoro, altrimenti nulla sarà più possibile in questo Paese». «Noi – ha concluso – con i lavoratori, non solo napoletani ma di tutta Italia, non ci fermeremo».

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