Monica Buonanno e Vincenzo Moretto protagonisti di un’accesa discussione sui bandi per i quartieri dell’innovazione. Tema interessante, ma non per tutti, vista che qualcuno seguiva in videoconferenza dal lettino della spiaggia.

di Ilaria Riccelli.

Volano parole forti nella riunione delle commissioni Giovani Welfare e Lavoro del consiglio Comunale. Il tema è già noto, “quartieri dell’innovazione”. Si torna a discutere, quindi, dei due bandi che scadranno il prossimo 10 agosto a commissioni riunite, con la partecipazione dell’assessore al Lavoro Monica Buonanno. Protagonista, quest’ultima, di un’accesa diatriba col consigliere Vincenzo Moretto (Lega), L’assessore spiega con dovizia di dettagli tutti i parametri presi in considerazione per l’individuazione delle famose aree bersaglio – su cui andranno ad incidere i progetti – chiarendo che in ogni caso si tratta di una sperimentazione, e che potranno essere coinvolte in futuro anche altre aree. «Le quattro aree bersaglio sono quelle che presentano, tra le dieci municipalità, quelle con indicatori a peggior impatto nelle analisi di contesto socio ambientale che sono state effettuate», dice la Buonanno.

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È a questo punto che Moretto entra a gamba tesa dichiarando di trovare poco compatibile per il progetto gli indicatori utilizzati per la scelta e rivolgendosi all’assessore commenta: «Per far nascere questo progetto, lei diceva, si è fatta una indagine demografica. Ha fatto l’elenco di tutte quelle cose, ma per ognuna di quelle si sarebbe dovuto determinare anche un punteggio? Questa indagine, mi sembra di aver capito, non nasce da questo progetto, ma qualche anno prima per un altro progetto, e qui nasce la difficoltà». Continuando Moretto lamenta che «c’è una confusione totale, tutta la sfilza di cose che le hai ha elencato…».

A questo punto l’assessore ribatte sottolineando che «non ho niente da rispondere a chi mi dice che ho elencato una “sfilza inutile di dati”, perché la politiche si fanno anche sui dati». Si alzano ancor di più i toni. Moretto taccia di arroganza l’assessore e l’Amministrazione: «L’assessore è arrogante, la pensi come vuole io guardo i risultati, e i risultati dell’Amministrazione si vedono, rispondo io ancora più arrogante avete lasciato 2,7 miliardi euro per 30 anni, non funziona per l’arroganza che avete, e che ha anche lei assessore, saranno anche dati utili ma non per questo progetto. Così diventa solo assistenzialismo e spendere soldi inutilmente».

Ma torniamo ai due bandi: uno rivolto agli Enti del terzo settore e l’altro ai gruppi informali dei cittadini. I candidati potranno fornire idee progettuali che saranno poi selezionate dalla commissione. All’esito della selezione sarà avviato un percorso di accompagnamento allo sviluppo progettuale e alla definizione del target che durerà 4 mesi, per 40 progetti proposti dagli Enti del terzo settore e 20 dai gruppi informali. Dopo la prima fase, la successiva permetterà ai soggetti selezionati di candidarsi per ottenere l’assegnazione del contributo a fondo perduto.

L’argomento è interessante, lo scontro è entrato nel vivo per tutta la seduta, eppure qualcosa stride. Nel collegamento in videoconferenza della commissione, dovuto alle misure anti Covid, si nota che non tutti rispettano proprio i crismi dovuti ad una pubblica udienza, c’è addirittura un consigliere che si collega da una spiaggia e che si alza a prendere un caffè, facendo leggere il nome dello stabilimento scritto sul lettino dal quale si era collegato. Un altro, forse non accorgendosi di essere con la telecamera accesa, durante la conferenza decide di uscire tranquillamente e fare due passi a piedi, fino a che non si siede in macchina e poi spegne la telecamera. C’era addirittura chi sgranocchiava qualcosa da mangiare – era pur sempre ora di pranzo- o chi durante la riunione fumava una rilassante sigaretta in diretta. Ma questa è un’altra storia.