Siglato il protocollo per il nuovo Waterfront di Torre Annunziata

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La città oplontina avanza verso il nuovo Waterfront. Firmato il protocollo di intesa tra il Comune di Torre Annunziata, l’Associazione Naplest et Pompei, l’Unione Industriali Napoli e l’Acen per l’elaborazione di un nuovo concept di area focalizzato sul Waterfront e le aree retroportuali del Comune vesuviano.

Il protocollo si inserisce
nel «Piano strategico
di sviluppo della Buffer Zone»
del Grande Progetto Pompei

Favorire lo sviluppo e la rigenerazione urbana di Torre Annunziata attraverso interventi concepiti nell’ambito di una più ampia strategia di valorizzazione dell’intera Buffer Zone di Pompei, a cominciare dal rinnovamento del Waterfront e delle aree retroportuali del comune vesuviano, ripensate in modo da tenere insieme funzioni miste di tipo industriale/cantieristico, ludiche e turistico-ricettive.

Sinergia tra Comune
di Torre Annunziata,
Associazione
Naplest et Pompei,
Unione Industriali Napoli
e Acen

E’ questo uno dei principali obiettivi del Protocollo di Intesa firmato lunedì presso il Municipio di Torre Annunziata, dal sindaco del Comune vesuviano, Vincenzo Ascione, il presidente dell’Associazione Naplest et Pompei, Marilu’ Faraone Mennella, il presidente dell’Unione Industriali di Napoli, Vito Grassi e il presidente dell’Associazione Costruttori di Napoli (Acen), Federica Brancaccio. La firma del protocollo si inserisce nel piano approvato il 20 marzo del 2018 dal Comitato di Gestione dell’Unità del Grande Progetto Pompei, lo strumento con cui il Governo ha inteso coordinare progettualità e interventi pubblici e privati ritenuti indispensabili per il rilancio economico-sociale e la riqualificazione ambientale e urbanistica del sito Unesco e dei nove Comuni della Buffer Zone (Pompei, Torre Annunziata, Castellammare di Stabia, Portici, Ercolano, Torre del Greco, Trecase, Boscotrecase, Boscoreale).

Il protocollo firmato lunedì fa seguito, in particolare, a due precedenti protocolli firmati dal Comune di Torre Annunziata rispettivamente con l’Associazione Naplest et Pompei il 17 febbraio 2017 e con l’Acen il 13 novembre 2018. Con il primo, l’Associazione che riunisce una cordata di investitori privati impegnati già dal 2010 nell’attivazione di progetti di rigenerazione territoriale dapprima nell’area orientale di Napoli e poi nell’intera macroarea vesuviana e costiera, assumeva l’impegno di realizzare una «selezione di iniziative private attivabili sul territorio Comunale e l’attrazione su di esse di investitori nazionali ed esteri, in pieno accordo con l’Unità Grande Progetto e in conformità con la ratio e le previsioni del Piano Strategico».

Gli obiettivi
da centrare
per il rilancio
dell’area oplontina

Con il secondo l’Acen si impegnava a realizzare studi e approfondimenti meta-progettuali circa la potenzialità di rigenerazione urbana del territorio di Torre Annunziata per promuovere «la riqualificazione e lo sviluppo della zona portuale e di quella del waterfront che dal Porto si sviluppa verso sud».

Forze
in campo
per la valorizzazione
del territorio
vesuviano

Nel solco degli accordi siglati con l’Associazione Naplest et Pompei e Acen si integra anche l’impegno dell’Unione Industriali di Napoli, che «intende essere parte attiva nella promozione e realizzazione di iniziative imprenditoriali dei suoi associate e di altri investitori italiani o esteri che consentano lo sviluppo e la rigenerazione urbana del territorio di Torre Annunziata e Pompei».
Il protocollo offre un significativo contributo di analisi, competenze e potenzialità progettuali anche in vista della stesura del preliminare del Puc di Torre Annunziata.

Il progetto
per il nuovo Waterfront
di Torre Annunziata

«Nell’ambito del lavoro che l’Amministrazione comunale sta portando avanti per riportare a Torre Annunziata sviluppo e occupazione – ha detto il sindaco di Torre Annunziata, Vincenzo Ascione –, la firma di questo Protocollo d’Intesa risulta strategica per accendere i riflettori sulle grosse potenzialità che ha il nostro territorio e per seguire le linee di indirizzo della legge 112 del 2013 relativa al Grande Progetto Pompei».

«Si passa alla fase operativa di un percorso che vede la virtuosa collaborazione tra attori pubblici e privati nel segno della riqualificazione dell’intera Buffer Zone di Pompei. Finalmente – ha detto Maria Luisa Faraone Mennella, presidente dell’Associazione Naplest et Pompei – c’è una visione complessiva, cui come Associazione abbiamo collaborato dapprima stipulando un protocollo con l’Unita’ Grande Progetto e poi offrendo nel solco di questo accordo, con l’ausilio di professionisti di fama internazionale come Josep Acebillo, un progetto di valorizzazione che ha rappresentato l’asse portante del Piano strategico predisposto ai sensi della legge 112 del 2013».

«Con la firma del protocollo – ha aggiunto Vito Grassi, presidente di Unione Industriali Napoli – ribadiamo il nostro impegno per la rigenerazione urbana delle aree contigue al grande giacimento archeologico di Pompei e dell’intera area vesuviana. Dobbiamo saper coniugare sviluppo produttivo e dell’economia del mare con la valorizzazione del turismo e del patrimonio artistico e storico culturale, in una visione di crescita integrata del territorio».

«Il protocollo si inserisce nel più ampio processo di sviluppo e rigenerazione urbana di una vasta area, vitale per lo sviluppo sociale ed economico della nostra Città Metropolitana, con l’obiettivo ultimo di valorizzare l’enorme potenziale culturale e turistico del nostro territorio. Il protocollo sottoscritto oggi – continua Federica Brancaccio, presidente dell’Associazione Costruttori di Napoli (Acen) – è un ulteriore segno della possibile, fruttuosa interazione tra Istituzioni e Associazioni imprenditoriali, unite da un comune disegno, sotto la guida e la programmazione della politica».

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