Mario Merola e un giovane Walter Ricciardi

Il medico, da cui l’Oms ha recentemente preso le distanze dopo il tweet su Trump, ha anche un passato da attore.

“Walter Ricciardi non rappresenta l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), ma il governo italiano presso il comitato esecutivo dell’organizzazione”: con questa nota, l’Oms ha voluto prendere le distanze dalle affermazioni dello stesso Ricciardi su Donald Trump, che ha pubblicato sul suo profilo Twitter, un tweet in cui pupazzi raffiguranti il presidente americano venivano presi a pugni, rileva l’Oms, “non rappresentano necessariamente il punto di vista e-o le politiche dell’Oms e non dovrebbero essere attribuite né all’Oms né ai suoi organi”.

Il consulente del ministro della Sanità è, quindi, finito al centro del mirino della critica, ed è senza dubbio, in piena emergenza Covid-19, una delle figure più famose del panorama Nazionale. Ma la sua fama nasce un bel po’ di anni fa, quando inizia la sua carriera di attore negli anni sessanta, da bambino, nella serie televisiva ‘I ragazzi di padre Tobia’ per proseguire in numerosi sceneggiati televisivi (‘Dramma d’amore’, ‘Un eroe del nostro tempo’, ‘Nostra madre’, ‘La freccia nel fianco’) e prosegue per tutti gli anni ottanta con ruoli di primo piano a fianco di Giuliana De Sio, Alida Valli, Michele Placido, Stefania Sandrelli e Maria Schneider.

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Tra i suoi ruoli più interessanti quelli nel film ‘Io sono mia’ (1978) di Sofia Scandurra, ‘L’ultimo guappo’ (1978), ‘Il mammasantissima e Napoli… la camorra sfida, la città risponde (1979) diretti da Alfonso Brescia e interpretati da Mario Merola.

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