Stefano Graziano, consigliere regionale della Campania

La richiesta di archiviazione della Procura dopo aver accertato l’infondatezza della denuncia nei confronti di Graziano e del consigliere comunale di Aversa Pasquale Fiorenzano.

Il Gip del tribunale di Napoli Nord ha archiviato l’indagine per voto di scambio che era stata aperta nei confronti del consigliere regionale del Pd Stefano Graziano e del consigliere comunale di Aversa (Caserta) Pasquale Fiorenzano.

Era stata la stessa Procura – sostituto procuratore Patrizia Dongiacomo – a richiedere nel giugno scorso l’archiviazione per i due indagati, dopo aver accertato l’infondatezza della denuncia presentata da Luigi Comparone, un giovane di Carinaro (Caserta) che aveva raccontato alla Procura di aver avuto contatti, durante la campagna per le elezioni comunali di Aversa del 2019, con Graziano e Fiorenzano, e di aver ricevuto la promessa di superare il concorso per operatore socio-sanitario nel caso in cui avesse portato voti a Fiorenzano, candidato al consiglio comunale.

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Ma il pm di Napoli Nord e la polizia postale delegata alle indagini, hanno scoperto che Comparone si era inventato tutto, ideando un falso profilo Facebook intestato al consigliere regionale del Pd Stefano Graziano, e inserendo messaggi da cui emergeva la promessa di un posto di lavoro in cambio di voti fatta nei suoi confronti dal politico, che ha poi denunciato per voto di scambio. Comparone consegnò agli inquirenti dei messaggi che erano nel profilo facebook di tal “stefano.graziano.940”; messaggi dal contenuto esplicito, in cui Comparone ribadiva lo scambio: “Buongiorno, io come ho promesso faccio il mio dovere, però si ricordi che domani mio cognato ha la prova”.

Molto chiara anche la risposta: “Sta tranquillo, pensa a fare i voti, per il resto ci penso io, abbiamo chiesto anche per lui il 30”. Proprio indagando sul profilo, la Polizia Postale ha scoperto che dietro c’era Comparone; Facebook ha infatti fornito l’Ip relativo alla connessione utilizzatrice del profilo, ovvero Windtre, mentre quest’ultima ha fornito i numeri telefonici collegati all’Ip, e tra questi è emerso quello Comparone. Il cerchio si è così chiuso. Per Graziano è la seconda archiviazione in altrettanti indagini penali, dopo quella ottenuta per il procedimento per corruzione elettorale. Anche allora uscì indenne e pulito, ricevendo anche il plauso dell’allora premier Matteo Renzi.

“Ho sempre avuto la massima fiducia nella giustizia e anche questa volta la verità è venuta a galla, smontando calunniose accuse costruite ad arte”. Così Stefano Graziano, consigliere regionale del Partito Democratico, commenta la firma del decreto di archiviazione dell’inchiesta. “Ringrazio l’avvocato Vittorio Giaquinto per il lavoro fatto grazie al quale abbiamo potuto dimostrare che le accuse erano del tutto false, costruite ad arte attraverso un profilo Facebook falso. Credo sia il momento di aprire una riflessione sui social, l’utilizzo e la tutela della identità digitale di ognuno di noi”.