sabato, Maggio 21, 2022
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Voto di scambio a Casavatore, 16 assolti: tra loro l’ex sindaco e il nipote del boss

Le parole di Lorenza Orefice: «Anni duri, assolta da accusa grave e infamante»

Il Tribunale di Napoli Nord ha assolto con la formula «perché il fatto non sussiste», dall’accusa di collusione con la camorra, l’ex sindaco di Casavatore (Napoli) Lorenza Orefice, l’ex comandante della Polizia Municipale Antonio Piricelli (difeso dall’avvocato Girolamo Catena), il maresciallo Vincenzo Orefice ed altri dodici imputati, tra cui Salvatore Ferone, nipote del boss di camorra Ernesto Ferone.

Le accuse contestate a vario titolo dalla Dda di Napoli (sostituto Ada Marra) erano di voto di scambio politico-mafioso e altri reati con l’aggravante mafiosa, ma il collegio presieduto da Eleonora Pacchiarini non ha condiviso l’impostazione della Procura anticamorra. Le indagini della Dda, affidate ai carabinieri, avevano portato allo scioglimento per infiltrazioni camorristiche del Comune di Casavatore nel 2017, mentre a guidarlo c’era il sindaco Lorenza Orefice, eletta nel 2015; dagli accertamenti dei carabinieri sono nati vari procedimenti penali. Il solo Piricelli, allora comandante della Municipale – oggi comanda la polizia locale nel comune casertano di San Marcellino – ha subito tre inchieste, ottenendo un’archiviazione e due assoluzioni piene, l’ultima oggi dalla grave accusa di collusione con la camorra.

Un processo durato sette anni

«Quasi sette anni sono passati, anni duri e difficili durante i quali ho sentito addosso il peso di un’accusa grave ed infamante» ha commentato sui social l’ex sindaco. «Anni durante i quali ho subito l’onta della parola “cammorrista” su di me e sulla mia famiglia, anni durante i quali ho dovuto difendermi nel lavoro, nella vita privata e in quella pubblica, che, mi è stata negata. Anni dove mi è stato consigliato di vergognarmi. Ebbene questi anni son passati ed ora a gran voce vi dico che sono stata assolta perché “il fatto non sussiste”. Ora che è finita, ringrazio chi mi è stato vicino in questi anni e auguro al mio paese di ritrovare qualcuno che come me credeva che qualcosa potesse cambiare. Io ci credevo ma me lo hanno impedito. Un ringraziamento speciale all’Avv. Paolo Sperlongano e l’Avv. Pina Carrino» ha concluso.

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