Nel riquadro il boss Rosario Giugliano

La deposizione dell’ex boss di Poggiomarino, Pasquale Galasso: provai a portare sulla strada della collaborazione tutti i miei affiliati

Quando decise di intraprendere la strada della collaborazione con la giustizia, Pasquale Galasso, ex boss di Poggiomarino, afferma di aver messo a parte della sua scelta, i suoi uomini più fidati, quelli che facevano parte della sua strettissima cerchia. Tra questi, ha dichiarato Galasso, c’era anche Rosario Giugliano, meglio conosciuto nell’ambiente criminale con l’alias di ’o minorenne.

«Galasso ordinò: da oggi Rosario
Giugliano fa parte del mio gruppo»

Oggi, Giugliano ha sessant’anni, e alcune settimane fa è stato destinatario di una ordinanza di custodia cautelare in carcere (insieme ad altri 25 soggetti), perché ritenuto a capo di un sodalizio attivo proprio sul territorio una volta controllato da Galasso.

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Quest’ultimo, il 18 novembre del 1997, viene escusso dai magistrati e dagli avvocati delle persone che accusa, nel corso di una udienza di un processo che si celebra presso l’aula bunker del carcere di Poggioreale, dinanzi alla Corte di Assise (I Sezione Tribunale di Napoli). A un certo punto, il discorso cade sull’azione di convincimento, che Galasso avrebbe effettuato nei confronti dei componenti del suo gruppo criminale per portarli a collaborare con la giustizia, per portarli sulla strada dello Stato.

«Lei ha detto che cercò di convincere tutti i suoi affiliati a collaborare, perché Ettore M., no?», domanda un avvocato all’ex boss di Poggiomarino. E lui risponde: «Lo stesso Ettore M. risulta agli atti, avvocato caro, nel marzo-aprile ’93 il primo ad essere invitato da me, anche con telefonate della Dia, del Ros è stato il primo ad essere invitato da me».

«E che cosa le rispose questa persona?», domanda ancora l’avvocato. «Mi rispose che lui era nato per quella vita e continuava quella vita», afferma Galasso. L’opera di convincimento doveva essere portata anche nei confronti di ’o minorenne, considerato tra i fedelissimi dell’allora vertice della Nuova famiglia.

«Mi dica come mai Rosario Giugliano non figura a proposito della collaborazione tra le persone che lei ha informato della sua intenzione di collaborare ed invece lo indica tra coloro i quali partecipano ai proventi dell’attività del gruppo; come mai non ritiene di informare anche Rosario Giugliano?». Galasso risponde che ci provò, ma non ci riuscii, soprattutto perché, spiega, «all’epoca, Giugliano stava in carcere».

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