martedì, Dicembre 7, 2021
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«Volevano uccidere il direttore del carcere. Io lo impedii»

LA STORIA DELLA CAMORRA Le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Pasquale Galasso

Secondo quanto fa mettere a verbale il collaboratore di giustizia, Pasquale Galasso, nel 1992, alcuni esponenti della camorra stavano progettando l’omicidio del direttore del carcere di Spoleto (dove Galasso era detenuto, ndr) e di alcuni agenti della polizia penitenziaria (sempre in servizio presso la medesima struttura). Nel corso del controinterrogatorio affidato al difensore di un imputato, il collaborante spiega come venne a conoscenza della circostanza.

«Lei ha dichiarato che a Spoleto, dopo il 7 agosto del ’92, si incontrò con il direttore del carcere, o meglio chiese un colloquio con costui, in quanto dichiara testualmente a domanda del pubblico ministero: “Che era una delle persone che stava nel mirino”. Chi glielo disse questo?», domanda l’avvocato. «All’epoca era D’Alessandro (il defunto padrino di Castellammare, Michele, ndr), Valentino Gionta e altri ancora», gli viene risposto.

Il progetto elaborato in carcere

«Per quanto riguarda il direttore – continua Galasso –, sentii parlare che loro sapevano da quali città veniva, da quale regione veniva e avevano localizzato anche l’abitazione di alcuni familiari, se ricordo bene anche di un fratello del direttore». «Potrebbe essere più preciso sulle persone dalle quali lei ebbe queste notizie?», viene chiesto ancora a Galasso.

«Torno a ripetere, le persone che ho nominato, in più c’erano Gennaro Licciardi (deceduto in carcere nel 1994, ndr), ed altri ancora», chiarisce Galasso. Grazie alla testimonianza di quest’ultimo, che di lì a poco passerà a collaborare con lo Stato, si riuscì a impedire che si concretizzasse il progetto dell’attentato.

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