san gregorio armeno
La protesta dei presepiai di San Gregorio Armeno

Il grido di aiuto degli artigiani della storica via dei presepi napoletana: agenzie immobiliari vogliono comprare le nostre botteghe.

Hanno protestato e continueranno a farlo fino a quando avranno voce e forza per farlo. Perché non ci stanno ad abbandonare così la loro vita, il loro lavoro e un pezzo del cuore di Napoli. “Cedesi San Gregorio Armeno”, con un cartello recante questa dicitura, gli artigiani della storica via dei pastori partenopea hanno voluto denunciare lo stato di abbandono in cui versano e l’avvicinamento di alcune agenzie immobiliari, pronte ad approfittare del momento negativo che stanno vivendo in seguito all’emergenza creata dalla pandemi.

“Cedesi attività è un atto provocatorio non stiamo chiudendo ma ci sono botteghe in forte difficoltà in una strada come San Gregorio Armeno che è unica al mondo, fatta solo di artigiani di presepi artigianali. Se anche una di queste botteghe chiude, ha perso l’artigiano ma perde Napoli”. Così Serena D’Alessandro vicepresidente e portavoce del borgo dei pastorai di via San Gregorio Armeno a Napoli.

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“Sono venuti da me e da molti colleghi – spiega l’artigiano Salvatore Gambardella persone delle agenzie immobiliari che chiedono se siamo in difficoltà, di chi è la bottega, se vogliamo metterla in vendita. Ci dicono che ci sono persone interessate ad acquistare. Non era mai successo, se cominciamo a sparire San Gregorio diventa un centro commerciale”.

Mercoledì appuntamento sotto la sede della Regione Campania, per incontrare il governatore De Luca e presentargli le loro richieste: “Chiediamo sgravi fiscali, prestiti agevolati, non è carità ma significa preservare qualcosa che appartiene a tutti”.

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