Folla delle pessime occasioni in strada, eppure nessuno si è lamentato. Perché il vero nemico sta diventando la didattica in presenza

di Barbara Tafuri

Siamo pronti. Dopo domani ci toccherà il solito cazziatone in diretta Facebook alle 14.45.

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Il Governatore sarà incavolato nero e forse un poco ci sta pure da capire: si era tanto raccomandato “mo’ viene San Valentino e Carnevale, non fate lo struscio con i bambini travestiti per le strade, non vi azzeccate per farvi i selfie sul lungomare per celebrare la festa dell’amore”.

Non contento, aveva pure fatto l’ordinanza numero 1627162716762636.

Ma niente da fare. Mascherine (quelle mediche) o non mascherine, travestiti o meno, con le scuole chiuse per il Martedì grasso, complice il sole e la bella giornata, la passeggiata non se l’è fatta mancare quasi nessuno.

Guardando le foto sui giornali, e anche guardandosi attorno dal vivo, l’analisi statistica dei “walker” di ieri diceva più o meno che la gran parte di quelli che stavano in giro avevano un’età scolare.

Adolescenti in gruppi più o meno corposi, ma – sorpresa? – anche bambini di fascia da scuola elementare che, accompagnati dalle mamme, festeggiavano felicemente il Carnevale con tanto di vassoi di pizzette e leccornie nei giardinetti del Molosiglio, solo per fare un esempio.

I pargoli, perché sono piccoli e hanno pure ragione, ovviamente giocavano a rincorrersi, ad acchiapparsi e a buttarsi nell’erba. Il tutto sotto gli occhi amorevoli di mamma’ che nel frattempo si fumava una sigaretta in compagnia delle amiche.

Tutto benissimo.

Ma un paio di domande, come si diceva un tempo, nascono spontanee.

La prima è se quei genitori che ieri orgogliosi portavano a spasso i figli vestiti da Coronavirus e da Amuchina sono gli stessi che poi sui social network si lanciano in improperi verso chi si batte per le scuole aperte in Campania, gli stessi che pare vogliano accusare di epidemia colposa quelli che si stanno rivolgendo al Tar affinché sia riconosciuto, come in tutto il resto dell’Italia, il diritto all’istruzione in presenza per i ragazzi della nostra regione.

Gli stessi che commentano “chiudete le scuole” sotto ad ogni foto pubblicata con tanto di titolo allarmistico e che poi non sia mai si chiude il centro commerciale: dove si va il sabato pomeriggio, se non in un posto chiuso affollato con aria che ricircola? (e c’è da specificare che, ad ora, pare che nessun focolaio sia scoppiato in un centro commerciale)

Ma il quesito più insidioso e scomodo è questo.

Se, in un giorno di scuola chiusa per vacanza, per strada ci stavano soprattutto quelli che in giorni normali dovrebbero stare in aula, seguendo protocolli rigidissimi per entrarvi, rispettando tutte le regole del distanziamento, della mascherina fissa, dell’igiene delle mani, del non potersi scambiare materiale, dello stare fermo nel proprio banco per 5 ore…una domanda su quale è il posto più sicuro magari ce la vogliamo fare???

Altro che scuole chiuse, la proposta sensata sarebbe scuole più aperte, orari prolungati, alternanza delle classi negli spazi aperti (e se non ce ne sono si possono trovare), come in un college, senza mischiare gruppi, come in quelle che chiamano bolle.

Invece ci aspetta l’ennesima reprimenda, l’ennesima conta fantasiosa dei contagi, l’ennesima lotta fra noDad/ siDad, le ennesime giornate di attesa su minacciate decisioni, ennesimi giorni di ansia e stanchezza.

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