giovedì, Maggio 19, 2022
HomeNotizie di SportCalcio«Voglio Diego per il mio compleanno». Quando Maradona incontrò Pablo Escobar a...

«Voglio Diego per il mio compleanno». Quando Maradona incontrò Pablo Escobar a…

«Per il giorno del mio compleanno voglio che Diego Armando Maradona giochi per me». Oltre ai soldi, al potere e alle belle donne, Pablo Emilio Escobar Gaviria aveva un’altra grande passione: il calcio

di Stefano Esposito

Ci sono uomini nella storia destinati a cambiare l’immagine del loro paese. A volte in positivo, molte altre in negativo.
Spesso la povertà e la disperazione non permettono di distinguere il Paradiso dall’Inferno.

Pablo Emilio Escobar Gaviria e Diego Armando Maradona.

Pablo, un ragazzino ribelle e disadattato sceglie di dedicare la sua vita al crimine diventando il più temuto narcotrafficante del mondo.

Diego, un bambino che si diverte a giocare nelle strade polverose di Villa Fiorita che invece dedica la sua vita al pallone diventando il calciatore più forte di sempre.

Una patria in comune, il Sudamerica, un’infanzia simile, ma destini completamente diversi.

Diego Armando Maradona e Pablo Escobar ed un incontro destinato a fare la storia: quando Diego andò a giocare alla ‘Catedral’

Il narcotrafficante più ricco di tutti i tempi, politico, uomo d’affari ed uno dei criminali più sanguinari della storia, era anche un grandissimo appassionato di calcio.

Escobar era visto dal popolo come un vero e proprio Robin Hood.

Le sue però non erano solo “opere di bene”, tutto ciò che faceva era semplicemente per riciclare il denaro sporco proveniente dal narcotraffico.

Numerosi furono i suoi investimenti a Medellin: case e centri per persone disagiate, infrastrutture sportive e acquisto di club colombiani, tra questi l’Atletico Nacional de Medellin.

Si tratta della prima squadra colombiana a vincere la Coppa Libertadores, sconfitta all’ultimo minuto dei supplementari nella finale della Coppa Intercontinentale del 1989 dal Milan di Arrigo Sacchi.

Fan numero 1 di Diego Armando Maradona, come lo stesso Escobar ammise: “E’ nato nella miseria ed è arrivato al successo”.

Durante la sua “prigionia”, in occasione del suo compleanno, il Patron decise che Diego avrebbe giocato per lui nel campo della Catedral.

Dicembre 1991, Maradona, si trova in Argentina dove decide di trascorrere il periodo della sua squalifica, causa cocaina. Guillermo Coppola, agente di Diego, gli raccontò che “un signore colombiano” avrebbe voluto organizzare una partita amichevole con alcuni dei calciatori più importanti dell’America Latina e la ricompensa sarebbe stata considerevole.

Diego era famoso in tutta l’America Latina, già ai tempi del Boca Juniors era arrivata un’offerta da parte dei fratelli Orejuela, signori del cartello di Calì e proprietari dell’America de Calì, ma El Pibe de oro decise di trasferirsi Europa.

La richiesta Di Escobar venne accettata da Diego.

Il fuoriclasse di Villa Fiorito in un’intervista rilasciata al quotidiano spagnolo As nel 2014 raccontò:

“Nel ’91 Guillermo Coppola mi disse che una persona molto importante della Colombia voleva pagarmi una cifra enorme per giocare un’amichevole, con alcuni calciatori come René Higuita. Quando andai a Medellín e mi portarono in un carcere circondato da migliaia di soldati, ho detto: ‘Che cazzo sta succedendo, mi metteranno in galera?’.

Quando sono entrato in quel posto sembrava un hotel di lusso a Dubai, lì me l’hanno presentato, mi hanno detto: ‘Diego, lui è El Patron. Si dimostrò rispettoso e freddo, ma anche amichevole. Non sapevo chi fosse.

Il portale sportivo iberico fornì ulteriori dettagli sull’incontro: «Pablo mi disse che mi ammirava e che proprio come me dalla povertà aveva raggiunto il successo».

Dopo quell’incontro Pablo propose a Diego di diventare il numero dieci del Deportivo Independiente Medellín, ma Maradona preferì l’Europa e andò al Siviglia.

Il capo del cartello di Medellin avrebbe proposto qualsiasi cosa a Diego pur di vederlo giocare lì, ma Maradona scelse di accettare l’offerta del Siviglia di Carlos Bilardo.

Nel 2019, in un’intervista al programma TyC Sports Libero, Diego ha negato di aver incontrato Escobar:

“Non sono andato alla hacienda Napoles, vi giuro su mia madre che nemmeno lo conoscevo. Non mi ha mai dato niente e la verità era che quello che ha fatto è stato orribile. Per tutti e per me, che assumevo droghe. Quando non riuscì a riempire la casa che aveva con più dollari, iniziò a costruire case per i poveri, ma non perché fosse buono”.

Anche uno dei sicari più vicini a Pablo Escobar come Popeye ha negato l’esistenza di questa partita a La Catedral in un’intervista al canale argentino TN: “Non ho mai visto Maradona con Escobar”

Leggi anche...

- Advertisement -