I fatti.

Come se la punizione di quanto subito non fosse abbastanza forte. La 12enne di Gragnano violentata da un gruppo di tre giovanissimi di 16 anni in un albergo di Castellammare, ha dovuto pagare un prezzo ancora più alto, oltre al dolore per quello stupro di cui è stata vittima. Dopo la denuncia e la confessione da parte del branco di una violenza ripresa anche attraverso un filmato con il cellulare, che mostrò, come sottolineò il giudice, “la condizione di costrizione e condizionamento” a cui venne sottoposta con una “brutalità anche verbale”, i genitori decisero di non farla allontanare anche dal suo ambiente. Dalla scuola, dalle amicizie. Credevano sarebbe stato un passo ancora più difficile da compiere per lei.

Ma, come ha denunciato a ‘Repubblica’, in un articolo del collega Dario Del Porto, l’avvocato Roberto Chiavarone, che assiste la famiglia, quello vissuto dalla 12enne è stato un incubo senza fine. Infatti, la piccola è stata praticamente emarginata a scuola, con le coetanee che hanno cominciato a ignorarla, come se non esistesse. “Colpevole”, a loro dire, di aver denunciato quei tre. Tra i quali c’è anche un giovane imparentato con una famiglia criminale stabiese. E proprio quest’ultimo ha rinunciato alla possibilità concessa dal Tribunale, prevista dal codice minorile, di estinguere il reato con l’istituto della messa alla prova. Per due volte, infatti, si è allontanato dalla comunità, comunicando di non voler rientrare e accettando il processo, che per lui comincerà il 24 marzo. La sentenza dovrebbe arrivare a luglio.

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Intanto la giovane vittima prova a ricominciare a vivere in una nuova regione, frequentando un’altra scuola e seguita dai servizi sociali.