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Risponde con una lettera scritta di suo pugno, la 24enne violentata nella stazione della Circumvesuviana di San Giorgio a Cremano (Napoli), a chi dubita della sua versione dei fatti alla luce della scarcerazione di due dei tre giovani indagati decisa dal Tribunale del Riesame. “Bastano pochi minuti e ritorno col pensiero – scrive la ragazza – erano attimi di incapacità a reagire di fronte la brutalità e la supremazia di tre corpi. Erano attimi in cui la mente sembrava come incapace di comprendere, erano attimi di totale perdizione dell’essere. E dopo che il corpo era diventato scarto e oggetto ho provato una sorta di distacco da esso. Il mio corpo, sede della mia anima, cosi’ sporco”.

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La ragazza racconta che in quei momenti le sembrava “di essere avvolta dalla nebbia mentre mi trascinavo su quella panchina dopo quelli che saranno stati 7 o 8 minuti. Mi sono seduta e non l’ho avvertito più. Ho cominciato ad odiarlo e poi a provare una profonda compassione per il mio essere. Compassione che ancora oggi mi accompagna, unita ad una sensazione di rabbia impotente, unita al rammarico, allo sdegno, allo sporco, al rifiuto e poi all’accettazione di un corpo che fatico a riconoscere perché calpestato nella sua purezza”. Il futuro, prosegue la 24enne nella sua lettera, “diviene una sorta di clessidra. Consumato il corpo e la mente dal tempo odierno ricerca una vita semplice. Mi piacerebbe – conclude – essere a capo di un’associazione che si occupa della prevenzione, della tutela e della salvaguardia delle donne, ragazze, bambine a rischio, perché donare se stessi e il proprio vissuto per gli altri è l’unico modo per accettarlo”.

 

Camera Penale: Di Maio cerca voti

“La Giunta della Camera Penale di Napoli denuncia ancora una volta l’inaccettabile comportamento di autorevoli esponenti del governo che, attraverso il ricorso a messaggi avulsi da ogni considerazione articolata e destinati a raggiungere il piu’ vasto numero di cittadini, in un clima di perenne campagna elettorale e di facile caccia al voto, denota un irresponsabile uso della giustizia quale strumento di creazione del consenso”. Lo sottolinea, in una nota, la giunta della Camera penale di Napoli, che cosi’ commenta il post pubblicato ieri dal ministro Luigi Di Maio, sulla sua pagina Facebook, con il quale, aggiunge la Camera penale partenopea, “ha duramente attaccato la decisione del Tribunale del Riesame di Napoli di scarcerare un altro dei sospettati di aver perpetrato una violenza sessuale in un ascensore della Circumvesuviana – le cui motivazioni, peraltro, non sono ancora note – ‘colpevole’ unicamente di non aver assecondato l’ansia colpevolista di parte dell’opinione pubblica, formulando sconcertanti affermazioni con le quali definisce delinquenti cittadini italiani che la nostra Costituzione impone di considerare non colpevoli e nei cui confronti non esiste neanche una provvisoria affermazione di responsabilita’, invocando addirittura il carcere quale unico luogo dal quale poter esercitare il diritto di difesa per chi sia accusato di reati sessuali”.

“La Camera penale di Napoli, – e’ scritto ancora nel comunicato – nell’esprimere piena solidarieta’ ai magistrati del Tribunale del Riesame di Napoli ed ai Colleghi, stigmatizza ancora una volta comportamenti che paiono dimentichi dei piu’ elementari principi di civilta’ giuridica posti a presidio dei diritti di liberta’ dei cittadini, del diritto di difesa e del doveroso rispetto da osservarsi nei confronti della giurisdizione; e che, inoltre, contribuiscono a creare un clima sociale di forte tensione nel Paese, e ad ingenerare un diffuso sentimento di sfiducia nella Giustizia e nelle decisioni della Magistratura, oltre ad una generale insofferenza nei confronti dell’esercizio delle prerogative difensive”.

 

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