Vincenzo Spadafora

C’è una figura fondamentale nella formazione del nuovo esecutivo giallorosso ed è quella di Vincenzo Spadafora. E’ nella sua casa romana, infatti, che si è tenuto il primo incontro tra il segretario Pd, Nicola Zingaretti e il capo politico dei 5 stelle, Luigi Di Maio. Ma non solo. Ieri si è rivolto alla base dei militanti che oggi hanno dato il via libera al governo Conte bis sulla piattaforma Rousseau: “Confido molto che i nostri attivisti ci diano fiducia anche questa volta”. E lo stesso dovrebbe ricoprire un incarico di tutto rilievo, come riporta ‘La Verità’, nel governo che è pronto a nascere. Sembra quello di sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Tutt’altra cosa rispetto alla delega alle Pari opportunità ricevuta nello giro gialloblu, durante il quale aveva dovuto rinunciare a fare il ministro dell’Istruzione per le intercettazioni che in quei giorni riaffiorarono dalle carte dell’inchiesta sui Grandi appalti, per la quale Angelo Balducci, ex presidente generale del Consiglio superiore dei lavori pubblici, ha subìto una condanna a 6 anni e mezzo per associazione per delinquere prima e una confisca di circa 9 milioni poi, tra il febbraio e l’ottobre 2018.

E proprio nell’ambito di quelle intercettazioni, viene fuori un sms inviato dallo stesso Spadafora a Balducci, il 21 maggio 2008: “Se domani non ci vediamo giuro che mi lego seminudo a una tua gigantografia fuori casa tua urlando il mio amore e poi dandomi fuoco. E così sarò il primo balduccino suicida! V.”. Ovviamente con tono scherzoso, ma significativo. Lo stesso con cui un anno dopo, nel maggio 2009, Spadafora (con riferimento al caso Berlusoni-Letizia), di rivolge così al capo della Cricca degli appalti: “Ciao Papi, incontreresti un tuo giovane balduccino? V.”. Ma il testo dei messaggi non stupì più di tanto i carabinieri del Ros e chi li leggeva. Considerato il peso delle intercettazioni ascoltate dagli investigatori in quel periodo. A cominciare da quelle che vedevano un corista del Vaticano e un giovane attore mentre reclutavano carne fresca per il gentiluomo del Papa. “Angelo… io non ti dico altro. E’ alto 2 metri, per 97 chili, 33 anni, completamente attivo”. E il menu offerto a Balducci prevedeva tanto altro. “Ho una situazione di Napoli”; ho una situazione cubana”; “ho un tedesco appena arrivato dalla Germania”; “ho due neri”; “ho il calciatore”; “ho uno dell’Abruzzo”; “ho il ballerino Rai”. E non mancavano nella lista i frequentatori dei collegi ecclesiastici di Roma, tanto che Balducci venne intercettato mentre domandava: “Lui poi a che ora deve rientrare in seminario?”.

 

Spadafora, nel frattempo, si preoccupava del suo posto di lavoro, come viene reso noto da una telefonata del primo maggio 2008: “Vincenzo con Angelo dice che ieri sera l’ha chiamato Rutelli e gli ha detto che ha sentito Figliolia (Ettore, ex capo gabinetto di Rutelli, ndr) per cercare di sistemare gli amici più cari tra i quali lui Vincenzo. Balducci chiede il numero di Francesco e Vincenzo gli dà il numero (di Rutelli ndr).

Il 14 maggio 2008, invece, sul cellulare di Spadafora arriva un messaggino di Barbara Palombelli, moglie di Rutelli, che gli chiede di fare da ponte col potente funzionario dei lavori pubblici. “Dopo solo 40 secondi”, come viene riferito dagli inquirenti, Spadafora inoltra a Balducci la richiesta: “Ti giro un sms appena arrivatomi dalla Palomb.”. Il testo del messaggio era: “Il famoso contratto di Luca Imperiali non è stato ancora mai firmato. Ci dobbiamo preoccup.?”. Non passa molto tempo che Fabio De Santis, altro elemento della Cricca, chiama Spadafora e lo rassicura: “Senti volevo avvisarti che quella cosa di Luca… che sono 4 da 10 ognuno… e che domani ne sottoscrive 3 dei 4 (…) il capo mi ha chiesto la preghiera di mandarti ‘sto messaggio (…) è tutto secondo i piani, insomma”.

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Gli ottimi rapporti tra Balducci e il “balduccino” portano anche all’incontro tra Spadafora e l’allora direttore del Tg1 Augusto Minzolini. Sarà lo stesso gentiluomo del Papa a chiedere udienza per il “giovanissimo presidente dell’Unicef Italia”. Quando Spadfora lo viene a sapere è incredulo. “Ma veramente? (ride)… ma davvero lo posso fare? Davvero lo posso fare?”. E il giovanissimo presidente dell’Unicef assume nell’organizzazione delle Nazioni unite il figlio di Angelo, Filippo Balducci, cui sarà assicurato per un anno e mezzo uno stipendio di 1.300 euro lordi per 14 mensilità. Pochi giorni prima della firma del contratto, Balducci e il “balduccino” si erano sentiti al telefono per fissare un incontro, e il primo aveva chiesto di anticipare l’orario. “Agli ordini… tutto quello che lei vuole…”, era stata la risposta.

Oggi Di Maio chiede per lui la conferma a sottosegretario, ma con deleghe molto più pesanti, come quelle che sino al mese scorso erano affidate a Giancarlo Giorgetti, o, prima ancora, a Luca Lotti.