Una lite nata per futili motivi ma che ha come protagonista una cosiddetta ‘paranza’ di giovani che ha preso il controllo dei traffici illeciti nella zona tra il Vomero e l’Arenella, quartieri collinari di Napoli. Vincenzo Russo, il 22enne ferito a colpi di pistola e inseguito fin dentro l’ospedale Pellegrini di Napoli da un sicario in moto che ha tentato di esplodergli contro altri sei colpi di pistola, senza pero’ colpirlo, ha precedenti penali per reati contro la persona. Era infatti finito in carcere a marzo del 2018 per concorso in tentato omicidio ai danni di un 15enne del quartiere di Miano, che si trovava al Vomero, in via Scarlatti, con altri coetanei a mangiare un panino un sabato sera.

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La vittima fu affrontata da una baby gang, componenti molti minorenni, ma tra loro c’era anche Russo, che aveva 21 anni; lo picchiarono e uno di loro gli sferro’ una coltellata in pieno petto. Nel ‘branco’ di aggressori erano tutti vicini al gruppo camorristico dei Varriale, che sono i nuovi ras della zona del Vomero avendo preso le redini del vecchio impero dei Cimmino e prima ancora degli Alfano. Anche Russo, pur non avendo precedenti penali specifici per associazione a delinquere di stampo mafioso, frequenta quell’ambiente. Il sospetto e’ che i feriti di ieri sera, fuggiti anziche’ farsi medicare, siano due minorenni rampolli del nuovo clan.

 

Dopo il blitz in ospedale, altri spari in strada

Dopo la spedizione al Pellegrini, il killer che ha fatto fuoco in ospedale a Napoli molto probabilmente ha sparato ancora. E’ la tesi su cui stanno lavorando i carabinieri dopo che nel pomeriggio di ieri e’ stata rinvenuta ai Quartieri Spagnoli, in vico Bonafficiata Vecchia, una Y bianca con lo sportello del conducente trapassato in due punti. Per terra gli investigatori hanno trovato due bossoli calibro 9, lo stesso calibro utilizzato anche per il blitz in ospedale. L’ipotesi degli inquirenti e’ che l’uomo – di ritorno dall’ospedale Pellegrini – abbia sparato verso un obiettivo ancora da chiarire e abbia accidentalmente colpito l’auto in sosta che appartiene a persona estranea ai fatti.