De Luca, re di Delucastein

Il presidente della Campania si scaglia di nuovo contro il Governo e attacca Figliuolo annunciando che non seguirà più il piano vaccinale nazionale

E’ tornato a tuonare Re Vincenzo De Luca I, secondo un copione già portato in scena: l’attacco al Governo per distogliere l’attenzione dalla gestione fallimentare sul fronte del contrasto alla pandemia. Questa volta se la prende con Paolo Figliuolo, commissario per l’emergenza Covid. «La Campania – ha dichiarato il satrapo di Santa Lucia – è stata una regione tra le più rigorose d’Italia, ma una cosa è il rigore altro è la stupidità. Ho appena finito di parlare con il commissario Figliuolo al quale ho detto che una volta completati gli ultra ottantenni e i fragili noi non intendiamo procedere per fasce di età. Dedicheremo la struttura pubblica a curare i fragili e le persone anziane ma lavoreremo anche sui settori economici perché se decidiamo di andare avanti solo per fasce di età, quando avremo finito le fasce di età l’economia italiana sarà morta».

Tradotto: dopo ultraottantenni e fasce deboli, la vaccinazione in Campania sarà effettuata per categorie. E poi la minaccia da guerra fredda: «Se per aprile non arrivano in Campania i duecentomila vaccini in meno che ci hanno sottratto nei tre mesi che abbiamo alle spalle, prenderemo misure clamorose: non parteciperemo più alle riunioni della conferenza Stato-Regioni perché non intendiamo più essere presi in giro. Bisogna superare il primo scandalo che è la mancata distribuzione vaccini in Campania ed è una vergogna che la regione con la più alta densità abitativa in Italia abbia meno vaccini di altre regioni».

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«La Campania dovrebbe ricevere il 9,6% di vaccini in base alla popolazione, ne riceve il 7,2%. Siamo l’ultima regione a ricevere vaccini rispetto alla popolazione e questo è uno scandalo. E’ evidente che questo determina un rallentamento», ha aggiunto De Luca.

Non si è fatta attendere la risposta di Figliuolo, che ha precisato: «La campagna di vaccinazione deve proseguire in modo uniforme a livello nazionale, senza deroghe ai principi che lo regolano, facendo riferimento all’ordinanza che indica le categorie prioritarie». In Italia – e se nel frattempo qualcosa non è cambiato, la Campania fa ancora parte della Penisola – la linea da seguire è unica, quella del Governo, ha tenuto a sottolineare il commissario.

Gli ha fatto eco anche il ministro Mariastella Gelmini, che ha dichiarato: «Devo dire che il presidente De Luca ha sempre partecipato direttamente, o attraverso il vice presidente Bonavitacolae posto le questioni in quel luogo con grande equilibrio». Nella corso della Conferenza, ha continuato Gelmini, «è stato illustrato il piano vaccinale e l’aggiornamento: il Governo chiede l’assoluto rispetto di quelle priorità perché le riaperture dipendono dalla velocità in cui mettiamo in sicurezza la salute degli over80 e dei pazienti fragili, con particolari patologie, disabili gravi. Per evitare fraintendimenti e non gravare sulle Regioni ci siamo assunti la responsabilità di mettere nero su bianco le indicazioni, credo debbano essere rispettate da tutti».

Riportato il botta e risposta, vanno fatte alcune considerazioni sull’impostazione di De Luca, che consideriamo sbagliata, di facciata, oltre che non realizzabile. Anzitutto per la mancata uniformità, sul territorio nazionale, di iniziative che hanno solo una «funzione spot», e non, nella realtà, quella di rilancio della produttività, degli investimenti e della ripresa economica. Perché, se dovesse accadere che la Campania attivi, ad esempio, le vaccinazione per operatori del turismo, e stessa cosa non fanno altre regioni, come sarebbe possibile ai visitatori stranieri di recarsi in territorio campano, quando altre regioni italiane, non prevedono gli stessi protocolli?

Vogliamo dire: se un inglese sceglie di passare le vacanze, in sicurezza, in costiera sorrentina, è perché può entrare in sicurezza sull’intero territorio italiano. C’è quindi uno sfasamento (della Campania rispetto ad altre regioni) prettamente tecnico sul modus e sulle intenzioni legate alla campagna vaccinale. Tra l’altro, la linea De Luca, non fa altro che dimostrare che il governatore non ha alcuna visione di insieme della questione. Perché quando si è svolta la Conferenza Stato-Regioni – durante la quale sono stati descritti i contenuti del piano vaccinale nazionale – De Luca, avrebbe potuto sollevare delle domande.

Al di là delle battute, della minaccia del lanciafiamme, al di là di una narrazione che i giornali «complici» pure hanno assecondato, adesso che il governatore ha compreso che la situazione è tale da non riuscire più ad assicurargli la parvenza di mancanza di errori gestionali, il governatore è tornato ad «agitarsi», cercando di dimostrare che lui ha a cuore sia la salute pubblica, sia l’economia, sia la tenuta economico-sociale della regione. Tornando alla mancanza di vaccini – tra l’altro, in extremis, per domani l’Asl Napoli 1 è riuscita a racimolare una esigua fornitura di dosi -, ci si chiede come De Luca creda di poter risolvere il problema, visto che il Governo ha la facoltà di decidere dove dirottare gli antidoti.

E visto che lo stesso governatore ha assunto posizione oltranzista nei confronti di Draghi e di Figliuolo, contravvenendo persino ai moniti a collaborare, a restare uniti, per affrontare la crisi, espressi dal Presidente Mattarella. Inoltre – e restiamo nel campo dei vaccini, nel caso da attingere dal bacino orientale – un recente studio ha accertato che proprio in Russia, quattro persone sono decedute, dopo che era stato somministrato loro lo Sputnik, di cui ha intenzione di rifornirsi De Luca.

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