Vincenzo De Luca e Marco Sarracino

COMUNALI A NAPOLI Coalizione che appoggia Manfredi, il coordinatore dem apre ai centri sociali

Stylo24 è stato tra i primi quotidiani a contestare la gestione monocratica e autoritaria del governatore, ma questo non ci esime dal riconoscere le aggressioni violente subite da Vincenzo De Luca. Ci riferiamo a quando, nel febbraio del 2018 (a marzo si sarebbe votato per le Politiche) fu contestato con il lancio di sacchetti della spazzatura, mentre stava inaugurando un reparto dell’ospedale di Pozzuoli; stessa scena si ripeté, pressappoco identica, a novembre del 2019. Era il periodo in cui infiammava lo scontro tra i centri sociali confluiti nel cartello Stop Biocidio – Insurgencia in testa -, e a quei tempi legati a doppio filo a Luigi de Magistris, e il presidente della Regione.

Scontro inaspritosi ulteriormente, in seguito al coinvolgimento – conclusosi poi con un’archiviazione – del figlio minore del governatore, Roberto, nell’inchiesta sui rifiuti in Campania; dopo aver ricevuto l’avviso di garanzia, De Luca jr si dimise dall’incarico di assessore a Salerno, gesto che l’allora segretario del Pd, Matteo Renzi, definì di «grande serietà». Visti i fatti appena riportati, ci aspetteremmo a questo punto, che un «politico d’onore», quale si fregia essere Vincenzo De Luca, sconfessasse la dichiarazione di Marco Sarracino, rilasciata oggi a Alessio Gemma su Repubblica.

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Il segretario cittadino dem, citiamo testuale, ha affermato: «E’ necessario parlare anche con pezzi della Sinistra radicale che aggregano tra i giovani. Ne discuteremo col candidato sindaco». Di fatto ha aperto a un eventuale accordo con Insurgencia. Vogliamo ricordare che quando De Luca, dopo i fatti di Aversa, andò a denunciare, parlò di «aggressioni squadriste che hanno un’unica regia».

A maggior ragione, dunque, sarebbe prevedibile oltre che naturale, una chiara presa di posizione da parte del governatore, rispetto alle ipotesi di queste alleanze, che non fanno altro che dimostrare che il centrosinistra, pur di vincere, ha deciso di raccogliere l’eredità di deMa. Scenario quest’ultimo, ribadito da Stylo24, quando si è aperta la discussione relativa al riconoscimento del debito storico – definito da de Magistris debito ingiusto -, di cui si è fatto carico il gruppo di coalizione giallorossa, dopo l’allarme lanciato da Gaetano Manfredi.

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