Il rione Scanzano di Castellammare di Stabia

Fibrillazioni nell’area stabiese

di Francesco Vitale

Torna a Castellammare di Stabia, Vincenzo D’Alessandro, quello che è ritenuto attualmente tra i vertici della cosca del Rione Scanzano.  Il boss (uno dei sei figli del defunto Michele D’Alessandro, fondatore dell’omonimo clan) ha ricevuto un permesso per rincasare nella città delle acque. E’ sottoposto comunque alla sorveglianza speciale, con obbligo di presentazione e firma presso i posti di polizia. Coinvolto nelle indagini scaturite in seguito all’omicidio del consigliere comunale Gino Tommasino, nelle inchieste Tsunami e Olimpo, Enzuccio (così è meglio conosciuto all’anagrafe di camorra) è stato scarcerato alla fine del 2018, dopo aver scontato una pena di nove anni. Naturalmente i sismografi dell’Antimafia sono settati per rilevare anche l’infinitesimale segnale di allarme.

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Scarcerato alla fine del 2018 dopo
aver scontato una pena di nove anni

Al momento, la Dda individua in Luigi D’Alessandro e Teresa Martone (rispettivamente fratello e vedova del defunto boss Michele D’Alessandro) le guide della cosca di Scanzano, ma il ritorno di Vincenzo potrebbe portare cambiamenti a livello di assetti. Tra l’altro Martone, è ai domiciliari, in seguito al coinvolgimento nell’inchiesta Olimpo, che ha fatto scaturire l’operazione che lo scorso 5 dicembre portò all’arresto di 13 persone. Tra esse anche «il re del latte», Adolfo Greco. Per l’imprenditore, nei giorni scorsi, si è aperto il processo che lo vede imputato. I fatti che gli si contestano vanno dal 2013 al 2016.

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rapporti quasi paritari tra Adolfo Greco e i boss

Attraverso le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia e le intercettazioni telefoniche e ambientali, è emerso, tra l’altro, che l’imprenditore avesse un rapporto di amicizia con Pasqualino D’Alessandro. Mentre quello tra i figli del defunto boss Michele, che più teme, è proprio.

L’ordinanza / Adolfo Greco e la paura
di Vincenzo D’Alessandro: è pericoloso

«La conferma dello stato di intimidazione in cui versava Greco al cospetto di Martone Teresa (vedova del boss Michele D’Alessandro e madre di Pasquale e Vincenzo) era attribuibile alla “paura” che Greco provava nei confronti di D’Alessandro Vincenzo palesata (a un amico). Dalla conversazione (avvenuta a bordo dell’auto dell’imprenditore il 23 settembre del 2015) si delineava non solo la pericolosità di Vincenzo D’Alessandro ma anche la benevola considerazione che Greco, aveva di D’Alessandro Pasquale. I timori del Greco trovavano ragione nella considerazione che lo stesso aveva del D’Alessandro Vincenzo, considerato un sanguinario, un soggetto pericoloso». È scritto nell’ordinanza relativa all’inchiesta Olimpo.