A sinistra Raffaele Imperiale, a destra Cesare Pagano

Le rivelazioni del pentito Carmine Cerrato sui beni all’estero del boss degli Scissionisti e del super-narcos stabiese

Numerosi bar, locali e coffee-shop in Olanda, appartamenti e ville a Dubai, e una serie di società all’estero, in cui aveva investito da solo o insieme ai vertici del clan Amato-Pagano. E’ solo una parte del patrimonio riconducibile al super-narcos Raffaele Imperiale, stabiese, 46 anni da compiere il prossimo ottobre, e attualmente latitante negli Emirati Arabi Uniti. Di Imperiale parla anche il collaboratore di giustizia Carmine Cerrato (cognato del boss Cesare Pagano). «So che ha degli appartamenti a Dubai», fa mettere a verbale il pentito l’otto maggio del 2014. «Ma sono suoi, o della società con gli Amato-Pagano?», domanda il pubblico ministero. «No, della società», risponde Cerrato. Che spiega come fosse venuto a conoscenza di queste informazioni: «Me lo ha detto Cesare (Pagano), poi hanno un sacco di coffe-shop. E sempre Cesare mi ha detto che hanno delle ville a Dubai, di cui anche Cesare è proprietario».

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Imperiale, inoltre, stando alle dichiarazioni di Carmine Cerrato, sarebbe proprietario di numerosi bar e coffee-shop in Olanda. Quella di Raffaele Imperiale è considerata una figura importantissima per il clan, soprattutto per gli ottimi rapporti che il narcos può vantare con i trafficanti della Colombia, da dove viene importata la cocaina attraverso delle spedizioni cosiddette «dirette» (vale a dire senza intermediari). «Lui  (Raffaele Imperiale) era un grande trafficante di erba e pasticche (…) ha cominciato proprio così», racconta il pentito, parlando dell’inizio della carriera criminale di Imperiale. Il 45enne è considerato la mente del traffico di stupefacenti – cocaina soprattutto – che poi andrà a inondare le piazze di Scampia e Secondigliano. «E’ lui che gestisce tutto il traffico, è la mente», afferma Carmine Cerrato. E il pm appunta: «(Imperiale) è la mente dei traffici di droga».

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