La sede della ex Provincia, oggi Città metropolitana di Napoli

La struttura del Settecento si trova a Ponticelli ed è abbandonata da quarant’anni. Oggi è di proprietà della Città metropolitana eppure non si sa che cosa farne

di Ilaria Ricelli

In commissione Cultura del consiglio comunale di Napoli si è discusso, nei giorni scorsi, della rivalorizzazione dello storico complesso di Villa Tropeana a Ponticelli. L’edificio monumentale del ‘700 cade a pezzi ormai da anni ed è stato abbandonato al degrado e al vandalismo sfrenato. Anche il giardino che lo cinge è stato lasciato all’incuria, fino all’inevitabile abbattimento degli alberi ad alto fusto a rischio crollo che adornavano l’ingresso. Il presidente dell’organismo consiliare, Elena Coccia, nel corso del suo intervento, ha illustrato la storia della Villa. Nata come struttura di “medicina sociale”, lo stabile ospitava l’istituto di medicina pedagogica fondato da Giuseppe Tropeana, e accoglieva i bambini affetti da malattie psichiatriche. Fino fino al 1970 circa. L’edificio è infatti in disuso da oltre quarant’anni, da quando è stata poi abbandonato e occupato abusivamente.

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“Lo scopo della riunione di commissione è quello di recuperare il bene e valorizzarlo, considerando che è diventato di proprietà della città metropolitana e del Comune”, ha sottolineato poi la Coccia. Tra i presenti e partecipanti esterni il Direttore generale Città Metropolitana Pino Cozzolino che ha ribadito che “sono stati già fatti degli interventi a cui non si è dato seguito come l’idea della caserma della Guardia di Finanza”.

Rappresentante del Comitato esecutivo Aci Campania e coordinatore regionale del settore Cultura e Turismo Alessandro Manna è intervenuto sul punto: “Anche per Villa tropeana occorrerebbe un intervento attraverso la valorizzazione di quello che già c’è. Credo sia necessario creare un tavolo permanete per di intesa anche con la cittadinanza, affinché diventi un bene fruibile e cessi questo stato di abbandono. Le istituzioni curino la cultura che è la cura per i mali che stiamo vivendo. Questo edificio permetterebbe anche la rigenerazione di Napoli est, è una peculiarità di quella area”.