Un frame tratto dal video 'O capoclan

Lo sottolineano i magistrati nella sentenza del processo di primo grado imbastito per il brano neomelodico  

Rappresenta un caso, un precedente giurisprudenziale, quello legato al video realizzato nel 2003 per la canzone ’O capoclan, brano interpretato dall’ex cantante neomelodico Nello Liberti, al secolo Aniello Imperato (che dal 2007 è un lavoratore marittimo).

Nella sentenza che ha portato l’ex cantante alla condanna – nel processo di primo grado – a un anno e quattro mesi per istigazione a delinquere, i giudici sottolineano come nella clip sia stata resa la rappresentazione del clan Birra-Iacomino, celebrato vincente nella guerra di camorra combattuta ad Ercolano – allora in atto – contro il sodalizio rivale degli Ascione-Papale.

ad

Leggi anche / La difesa dell’ex neomelodico:
«La camorra è un cancro da sconfiggere,
ecco come è nata ‘O capoclan»

Nella sentenza è pure sottolineato come tra gli attori impiegati per il video ci fossero dei camorristi, e che la scena della scorta al capoclan – per i magistrati, la canzone è dedicata al boss (deceduto) Vincenzo Oliviero – sia stata realizzata con vetture di proprietà di detti malavitosi.

Riproduzione Riservata