Sentenza definitiva della Cassazione per Pasquale, figlio del padrino Luigi, che è in carcere dal 2007: è stato condannato anche per associazione mafiosa e narcotraffico

E’ stato condannato definitivamente a 20 anni di carcere Pasquale D’Alessandro: la sentenza è stata emessa dalla corte di cassazione che ha respinto il ricorso della difesa del boss di Scanzano; Pasquale è figlio del padrino Luigi, alias Gigginiello. La corte d’appello aveva riconosciuto la continuazione dei reati fra le sentenze diverse di omicidio, tentato omicidio, associazione mafiosa e narcotraffico emessa nel giugno dell’anno scorso. I suoi legali chiedevano ricorso per un apparente calcolo sbagliato della pena complessiva. Con questa sentenza di cassazione, si chiude la vicenda giudiziaria scaturita dall’omicidio di Giuseppe Riccardi del 30 aprile 1996, ex Nco di Raffaele Cutolo.

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A quell’omicidio, così come scrive Tiziano Valle sulle odierne colonne di Metropolis, partecipò mezzo clan D’Alessandro per punire l’ex cutoliano che cercò di mettere contro la cosca di Scanzano ed i Cesarano, facendo saltare l’accordo sulla spartizione del territorio, ponendo una piazza di spaccio nella villa comunale non rifornendosi dai D’Alessandro. Pasquale ebbe un ruolo chiave in quella vicenda, per la quale venne condannato già nel 2002, anche per il tentato omicidio di Erminio Taddeo e le lesioni nei confronti di Stanislao Apicella.

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