di Giancarlo Tommasone

E alla fine toccò anche all’Ippodromo di Agnano entrare nella lista dei beni che il Comune è costretto a vendere pur di far cassa. Una situazione tutt’altro che prospera quella del Municipio, dopo la sanzione di circa 150 milioni comminata dalle Sezioni riunite della Corte dei conti per non aver inserito nel bilancio 2016 il debito relativo al Cr8.

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Il sindaco Luigi de Magistris
Il sindaco Luigi de Magistris

L’Amministrazione guidata dal sindaco Luigi de Magistris, dunque, non ha altra scelta che quella di cedere beni di sua proprietà e come riporta Il Mattino, nel mirino è, appunto, finito pure lo storico impianto dell’area occidentale di Napoli. La vendita dovrebbe portare al Comune una somma che si aggira tra i 15 e i venti milioni di euro, almeno questa è la prima stima. Almeno questa è la speranza. Al ‘pacchetto’, dovrebbero poi essere aggiunte anche le Terme di Agnano. Nel piano della ‘agenzia immobiliare municipale’ nei giorni scorsi erano rientrare pure la messa in vendita del Circolo del Tennis e del Circolo Posillipo, altri due pezzi storici della città.

Il Circolo del Tennis a Napoli

E non bisogna dimenticare la vicenda dell’aeroporto. Il Comune infatti, a gennaio scorso, ha definitivamente ceduto la quota della Gesac, la società, ex partecipata, che gestisce lo scalo internazionale di Napoli. Per quell’operazione Palazzo San Giacomo ha incassato 35 milioni e 550mila euro. L’obiettivo, si è capito, – come è avvenuto per l’aeroporto – è quello da parte dell’Amministrazione, “di ridurre il numero di organismi, di cui possiede quote, che non sono ritenuti indispensabili per il perseguimento delle finalità istituzionali dell’Ente”.

aeroporto capodichino
L’aeroporto di Capodichino

Ma se in questo caso, si è riusciti a cedere la quota Gesac, bisogna sottolineare che il Comune sta trovando grandi difficoltà a vendere gli immobili del patrimonio; ci sono circa mille appartamenti, ad esempio, di cui il Municipio è proprietario dal 2013, ma non si riesce proprio a piazzarli. Si tratta di immobili ex Iacp e in precedenza del Demanio dello Stato, valutati in totale 24 milioni di euro. Il piano di dismissione prevedeva che nel giro di tre anni, quindi dal 2013 al 2016, il ‘monte case’ (o buona parte di esso) avrebbe dovuto essere venduto, purtroppo per il Comune, nelle casse, da questo versante, non è arrivato nemmeno un euro. Con queste speranze, a dire il vero alquanto esigue, ci si attrezza per poter riuscire a piazzare i pezzi del patrimonio immobiliare. L’impressione, però, è che si tratterà di un lavoro tutt’altro che semplice.