(Nelle foto a sinistra gli indagati Luciano Passariello a Lucio Varriale; a destra il ras Luigi Cimmino)

Corruzione e inquinamento ambientale, ecco le intercettazioni che mettono all’angolo i «ras» delle bonifiche. Nell’affare anche l’ex consigliere regionale Passariello: «Vai là e soddisfa il politico amico nostro»

di Luigi Nicolosi

È un filo intriso di soldi e potere quello che sembra collegare i piani alti della partecipata regionale Sma Campania e la camorra della zona collinare di Napoli, vale a dire il temibile clan Cimmino-Caiazzo. Un patto criminale e affaristico finalizzato a smaltire in maniera illecita fanghi e acque reflue in spregio a ogni tipo di regola e forma di buon senso. Ed è proprio nell’ambito di quest’ipotesi corruttiva che, secondo gli inquirenti della Dda partenopea, andrebbe a inserirsi il ruolo dell’ex consigliere regionale Luciano Passariello, all’epoca presidente della commissione di inchiesta sulle partecipate impegnato nella campagna elettorale per il rinnovo della Camera dei Deputati, competizione che sarebbe stata foraggiata anche grazie ai finanziamenti ricevuti sotto forma di tangenti.

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La circostanza emerge dall’ordinanza di custodia cautelare che ieri mattina ha portato all’arresto di sedici persone: colletti bianchi e anche uomini in divisa, che avrebbero a vario titolo preso parte all’affare. Sul punto è però bene precisare che Passariello, ferma restando la presunzione di innocenza fino a prova contraria per tutti i soggetti coinvolti, risulta ad oggi soltanto indagato a piede libero. Secondo i pm, Lucio Varriale, dirigente della Regione Campania, Agostino Chiatto, dipendente della Sma e Rup del procedimento inerente lo smaltimento dei fanghi fino al 31 marzo 2018, Luciano Passariello, Giovanni Caruson, Abramo Maione, Vincenzo Riccio e Antonio Cristoforo come privati, nella veste di intermediari e titolari di imprese a cui affidare i lavori e Andrea Basile, come referente del clan Cimmino, avrebbero messo in piedi l’affare. I funzionari regionali, in particolare, almeno fino al gennaio del 2018 avrebbero istituito delle corsie preferenziali per favorire la cordata di imprenditori con cui erano in combutta, dunque tramite affidamento diretto delle gare in regime di somma urgenza. Soltanto in seguito si sarebbe fatto ricorso alla procedura ordinaria, cioè aperta.

Il ragionamento dei pm della Dda di Napoli viene riportato in questi termini all’interno del quasi settecento pagine del provvedimento cautelare: «Le indagini svolte hanno consentito di accertare come Basile (uomo storicamente vicino alla mala vomerese, ndr) gestisca tutte le attività criminali riconducibili al clan, comprese quelle riguardanti gli appalti e gli affidamenti da parte della pubblica amministrazione, servendosi tra i suoi sodali, tra cui la moglie, Anna Esposito, Salvatore Arena, Domenico Gargiulo, Salvatore Pellecchia, Vincenzo Pone e Giovanni Caruson». Ed è proprio grazie ad alcune intercettazioni effettuato nell’auto di quest’ultimo, anch’egli volto storico dei Cimmino-Caiazzo, che ha tratto spunto l’indagine che ha svelato l’affare Sma Campania per lo smaltimento dei fanghi: conversazioni in cui l’allora consigliere Passariello sarebbe stato a più riprese tirato in ballo.

Alle 12,12 del 25 gennaio 2018 Antonio Cristofaro e Giovanni Caruson si trovano a bordo della Lancia Y di quest’ultimo. I due parlano di affari e in particolare di un imminente appalto da accaparrarsi. Non sanno però che gli investigatori stanno registrando ogni singola parola: «Senti un poco – afferma Caruson – l’assessore che sta nell’ufficio del dottore si trattiene là fino alle 13-13,30, tu non devi perdere neanche tempo a mandarmi la mail, io l’ho contattato… gli ho detto due parole “acque reflue e acque nere”… ora appena arrivi prenditi il signore e scappa al consiglio regionale della Campania e io ti dico a quale ufficio e a quale assessorato devi andare che ci sta l’assessore là che ti sta aspettando». Il riferimento, secondo gli inquirenti, è proprio a Passariello. Caruson, nel prosieguo della conversazione, ribadisce poi il concetto: «L’importante è che tu vai là e soddisfi il politico amico nostro, che hanno sempre bisogno di aiuto questi signori».

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