Il boss Cosimo Di Lauro in una foto segnaletica

I retroscena della «rivolta»

di Giancarlo Tommasone   

Nei primi mesi del 2006, la faida di Scampia si è quasi del tutto conclusa. A vincere la «guerra» è stata la fazione degli Scissionisti, che si è imposta sul clan fondato da Paolo Di Lauro, alias Ciruzzo ’o milionario. Molti della cosca di Cupa dell’Arco (la cui ala militare, durante lo scontro, viene guidata nella strategia, da Cosimo Di Lauro, fino al momento del suo arresto), sono passati con i vecchi rivali, si sono «voltati», come si evince dalle conversazioni in slang camorristico captate dagli investigatori della Dda. Sono numerosi i transfughi, che hanno preso la scelta di transitare nelle file nemiche, nonostante fossero legati da rapporti di parentela ai Di Lauro. E’ il caso, ad esempio dei fratelli Luigi e Raffaele Di Natale. Quest’ultimo, in particolare, da parte della moglie, risulta essere cognato di Vincenzo Di Lauro, figlio di Paolo. La circostanza emerge dall’informativa di polizia giudiziaria, colonna portante dell’operazione Kafka; informativa redatta dai carabinieri in seguito a indagini innescate dall’omicidio di Carmine Amoruso (capozona di Mugnano), avvenuto il 6 marzo del 2006. All’inchiesta è allegato anche un voluminoso corpus di intercettazioni. In una di queste, datata 18 marzo 2006, si parla di Maria Di Natale (sorella di Luigi e Raffaele), e moglie di Raffaele Petrozzi (defunto in un incidente d’auto, e considerato dagli inquirenti elemento di peso dei Di Lauro). Di Natale va a trovare la cognata, Anna Petrone, e «dopo essere scoppiata in un pianto dirotto – annotano gli investigatori – le comunica che i suoi fratelli (i Di Natale)  hanno abbandonato il clan Di Lauro per transitare in quello degli Scissionisti».

ad
Leggi anche / «Ecco l’uomo che faceva
incontrare Paolo e Cosimo Di Lauro»

Il racconto di quanto accaduto è riportato al telefono, dalla Petrone a un’altra cognata, Anna Petrozzi (sorella di Antonio Petrozzi, moglie di Petrone). «Anna Petrozzi – è scritto nell’informativa – con tono perplesso, risponde alla cognata (Petrone) che ormai sono venuti meno tutti i principi, ed in particolar modo quelli criminali. Anna Petrone aggiunge che il marito, Antonio Petrozzi, avendo ascoltato la comunicazione della cognata (Maria Di Natale) è rimasto allibito, in quanto non si aspettava il tradimento da parte della famiglia Di Natale. Anna Petrozzi, infine, dice che i tradimenti sono avvenuti solo per denaro e per null’altro, e la sua interlocutrice, sottolinea come questi tradimenti siano quelli che fanno più male, in quanto era da aspettarselo che lo facessero altri consociati, ma non persone legate da vincoli di parentela (ai Di Lauro)».
Di seguito riportiamo uno stralcio della conversazione intercettata tra Anna Petrone (A) e la cognata Anna Petrozzi (P).
A: «Senti la vuoi sapere la novità?».
P: «Eh…».
A: «Ti ricordi quel compagno nostro?».
P: «Sì…».
A: «Indovina pure chi lo ha fatto (è passato con gli Scissionisti, ndr)?».
P:  «Sì…».
A:  «La famiglia di Maria (Maria Di Natale, ndr)».
P: «La famiglia di Maria nostra?».
A: «Sì».
P: «Uh…».
A: «Quella ora se ne è andata via da qua, Madonna mia, mi devi credere, ci ha fatto… io, comunque tengo le coliche, ci ha fatto scendere il cuore dentro alle calze veramente… hai capito un poco?».
P: «Sì. Cioè i fratelli?».
A: «Eh…».
P: «E lei che ha detto? Come lo ha giudicato?».
A: «Eh… ha detto: “Io sono la sorella… chi mi vuole guardare in faccia mi guarda e chi non mi vuole guardare, non mi guarda, io sono venuta per dirtelo perché tengo la faccia così e… non ce la faccio”. Ma credimi quella piangeva come una bambina, però a me ha detto: “Quelli mi sono fratelli”.
P: «Questo pure è vero».
A: «Hai capito? Ma adesso con quale coraggio più  Anna…».
P: «E’ logico, Annarella…».
A: «Ma neanche a dire più che bei capelli hai in testa, ormai, sono i fratelli, hai capito?».
P: «Ma pure quell’altro poi?».
A: «Tutti quanti».
P: «Pure quelli la che stanno in galera?».
A:  «Sì, hai capito questo è… comunque mamma mia non si capisce niente più».