martedì, Dicembre 7, 2021
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Al Vecchio Pellegrini interventi salvavita sospesi: manca l’angiografo

La denuncia di un medico: «L’Asl Napoli 1 privilegia l’Ospedale del Mare. Quando le richieste partono da lì sono subito accolte. Per gli altri ospedali è tutto molto più difficile»

di Fabrizio Geremicca

Da dieci giorni nell’ospedale Vecchio Pellegrini gli interventi di impianto di pacemaker e defribillatori e di ablazione cardiaca sono fermi perché l’angiografo – apparecchio peraltro piuttosto vecchio, perché fu acquistato 15 anni fa – è in riparazione. Sono tutte operazioni salva vita, perché indispensabili a prevenire ed a correggere anomalie potenzialmente letali relative all’alterazione del battito cardiaco. L’angiografo è uno strumento indispensabile affinché il chirurgo possa seguire il percorso fino al cuore dei sondini che introduce dalle vene. Senza di esso le attività rallentano o si paralizzano.

In sostituzione un apparecchio di 20 anni fa

Venerdì, per esempio, un infermiere con una storia di vari episodi di fibrillazione cardiaca, che avrebbe dovuto essere sottoposto ad una delicata operazione di ablazione, è stato rimandato a casa. Intervento rinviato perché l’ospedale aveva messo a disposizione del chirurgo un macchinario sostitutivo di quello in riparazione, un angiografo muletto, ancora più vecchio, che ha circa venti anni e che non garantiva, a detta del chirurgo, una qualità adeguata delle immagini. «Se il paziente mi fa un respiro profondo mentre guido il sondino e me lo sposta, facendolo andare dove non dovrebbe – sottolinea un medico esperto in questo genere di operazioni- io devo vederlo in tempo reale e con chiarezza».

Almeno due gli interrogativi che suscita questa situazione

Il primo relativo ai tempi di riparazione dell’angiografo del Vecchio Pellegrini. Dopo varie sollecitazioni, dovrebbe essere risistemato nell’ospedale tra qualche giorno. Il secondo quesito verte, invece, sui motivi per i quali non si è provveduto finora ad acquistare un nuovo angiografo – costerebbe, a seconda del modello, tra i 50.000 ed i 150.000 euro – anche in considerazione della circostanza che questi apparecchi, in una situazione ottimale, dovrebbero essere sostituiti dopo sette od otto anni di attività. «Lo scorso anno – racconta un camice bianco – l’Asl Napoli 1 aderì ad una gara Consip su base nazionale, ma per lungaggini amministrative non presentò in tempo tutta la documentazione. Arrivammo quando i 15 angiografi erano stati già assegnati a vari ospedali italiani».

Giuseppe Morelli Coppola, il primario della radiologia del Vecchio Pellegrini, ha più volte sollecitato l’azienda sanitaria locale a risolvere la questione, secondo quanto riferiscono fonti attendibili interne al nosocomio. «Il grosso problema però – sbotta un medico della struttura sanitaria situata nella Pignasecca – è che nell’Asl Napoli 1 si privilegia l’Ospedale del Mare. Quando le richieste partono da lì sono subito accolte. Per gli altri ospedali, compreso il nostro, ormai l’unico rimasto in centro storico, è tutto molto più difficile».

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