giovedì, Maggio 19, 2022
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L’ombra della droga sulla morte della giovane modella

di aemme

Buio misto a dubbi: ecco cosa aleggia intorno alla vita di Vanessa Bruno, la 23enne italobrasiliana con origini casertane trovata morta a Vicenza lo scorso otto gennaio. Ventiquattro ore di buio e di disconnessione con la realtà, le menti annebbiate dalla droga tanto da non accorgersi che la ragazza sul divano di casa era morta. La procura di Vicenza sta provando a fare luce per capire se ci sono dei responsabili a cui addebitare la morte di questa giovane donna.

L’ombra della droga sulla morte della giovane modella

Parliamo di un’aspirante modella. Vanessa amava la musica trap, viveva a Vicenza ma era spesso a Milano. Voleva prendere parte al mondo dello spettacolo. Il sostituto procuratore ha provato a fare luce sui fatti chiedendo l’acquisizione dei tabulati per risalire alla telefonata del pomeriggio dell’otto gennaio che dava l’allarme. Si è risaliti così a Rashiti Besnik uno slavo di 32 anni ignoto alla polizia. E’ suo il cellulare da cui è partita la telefonata al 118. Non è stato Roberto Ferronati, padrone di casa nonché piccolo spacciatore che in quei giorni non aveva con se lo smartphone. I due sono indagati a piede libero. La ragazza è morta a seguito di arresto cardiaco, ma la famiglia non crede all’ipotesi della morte naturale. Vanessa era in perfetta salute.

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