martedì, Novembre 29, 2022
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«Valuto le liste, pronto ad andare sia con Maresca che con Manfredi»

VERSO LE COMUNALI Intervista a Stanislao Lanzotti, fondatore di Azzurri per Napoli: resto di Forza Italia ma a Napoli ecco quello che non mi piace del centrodestra

di Giancarlo Tommasone

Attuale capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, Stanislao Lanzotti ha lasciato l’incarico di coordinatore cittadino dei forzisti, lo scorso aprile. Nelle settimane successive alle dimissioni ha dato vita al soggetto politico Azzurri per Napoli. Stando così le cose, Lanzotti appare come un esponente del partito di Berlusconi, quanto meno sui generis. Ancor di più, considerando il fatto che indiscrezioni di stampa, danno la sua lista – va sottolineato che lui ha annunciato, non si presenterà alle prossime Amministrative napoletane – a sostegno del candidato sindaco dei giallorossi (area di centrosinistra), Gaetano Manfredi. Su questa eventualità, e sulla linea che seguirà in occasione delle elezioni per la guida di Palazzo San Giacomo, Stylo24 ha raccolto le considerazioni del consigliere comunale.        

Lei si è dimesso da coordinatore cittadino di Forza Italia, ma resta capogruppo azzurro in consiglio comunale. Non le sembra un controsenso?
«Chiarisco che sono e resto un elettore e un sostenitore di Forza Italia e del presidente Berlusconi. Naturalmente, la Forza Italia che mi piace è quella che non si diluirà nella Lega, è quella del 1994, popolare, liberale, di stampo europeo; è quella che rappresenta il motore e il traino del centrodestra e dei liberali italiani. Di contro, la Forza Italia dei populisti, che sono diventati nel frattempo anche giustizialisti, non mi interessa, non mi piace. E farò di tutto, nel mio piccolo, perché Forza Italia non aderisca a questa linea, secondo me, suicida».

Ma è vero che la sua lista, Azzurri per Napoli, sta andando verso il centrosinistra?
«No. E se intende con quale candidato ci schiereremo alle prossime elezioni comunali, sottolineo che al riguardo non è stata presa ancora nessuna decisione. Ribadisco: io resto un iscritto di Forza Italia, e finché ci sarà il presidente Berlusconi, voterò per Forza Italia alle elezioni politiche. Detto ciò, a Napoli, ritengo che siano stati commessi degli errori. Ho cominciato a parlare a settembre scorso di civismo, di campo largo, tutti temi che mi stanno a cuore. Abbiamo fatto un patto tra gentildonne e gentiluomini e abbiamo fondato Azzurri per Napoli, con esponenti autorevoli del civismo – cito tra gli altri, Gaetano Brancaccio, Peppe Calì, Stefania Sanzullo, Riccardo Monti – e con altrettanti autorevoli esponenti della politica. Insieme abbiamo deciso di costruire un percorso, grazie al quale delle idee potranno prevalere su delle logiche di partito».  

Che cosa non la convince della proposta di Catello Maresca?
«Ho spiegato pocanzi il motivo per cui abbiamo fondato Azzurri per Napoli. Non c’è nessun preconcetto nei confronti di Maresca, anzi le dirò di più: il mio personale desiderio, ancora oggi, è quello di appoggiare Catello Maresca come candidato sindaco. Tuttavia devo dire che sono totalmente incompatibile, politicamente e culturalmente con alcuni dirigenti locali del centrodestra, che tra l’altro, a mio modesto parere, vogliono trascinare Maresca verso la sconfitta. A quest’ultimo ho suggerito, due mesi fa – e proprio perché sono in attesa della sua risposta, non ho ufficializzato alcunché rispetto al nostro appoggio all’uno o all’altro candidato – di sfilarsi totalmente dal centrodestra, e forzare affinché alla sua destra ci sia un candidato sindaco identitario, nella persona anche di Sergio Rastrelli, di cui sento parlare. Gli ho consigliato di sfilarsi, così da andare da solo al primo turno».

Nel caso quindi, Maresca dovesse seguire il suo consiglio, lo appoggerà.
«Proprio così. Se Maresca si presenterà senza questi orpelli anacronistici, senza alcuni di quei dirigenti del centrodestra che, secondo me, vogliono solo perdere, io sono certo di sostenerlo. Viceversa, se Catello Maresca dovesse fare la scelta di prendere con sé queste persone e quindi subire decisioni legate anche a beghe e interessi personali, guarderemo altrove».  

E quindi (guarderete) a Manfredi. Che cosa la convince, della proposta dell’ex ministro?
«Abbiamo la fortuna che dall’altra parte (naturalmente, rispetto a quella di Maresca, ndr) c’è un candidato sindaco altrettanto valido, come il Magnifico Rettore Manfredi. Certamente un dialogo si è aperto anche con lui, per discutere delle cose da fare per la città. Mi riferisco al tema del waterfront, al recupero del mare, recupero necessario di una dimensione che identifica Napoli e i napoletani; ma anche all’utilizzo migliore del patrimonio immobiliare, finalizzato alla creazione di posti di lavoro. Progetti tesi a far diventare Napoli una città a vocazione internazionale. C’è all’orizzonte la fondazione a Napoli, di una scuola internazionale, in modo tale che i manager di qualità, possano trasferirsi qui e dare il loro contributo per il rilancio della città. Un rilancio, che prospettiamo, possa creare fino a 100mila nuovi posti di lavoro, utilizzando la costa, che da San Giovanni a Teduccio arriva fino a Bagnoli».  

Progetti da realizzare, nel caso, o con il centrodestra o con il centrosinistra?
«Tutto quanto finora fatto con Azzurri per Napoli, è stato realizzato partendo dal civismo, perché noi, lo ribadisco, siamo civici. Io non sono ricandidato, mi definisco un allenatore in questa partita. Un allenatore, che invece di chiudersi nelle segrete stanze, per un incarico piuttosto che per negoziare la presidenza di una Municipalità, sta ragionando per la propria città e vuole lasciare ai propri amici e ai propri colleghi un disegno per il rilancio di Napoli».

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