Controlli della polizia a Scampia (foto di repertorio)

Il 39enne Gaetano De Gennaro si è presentato nel primo pomeriggio di oggi nel carcere di Secondigliano. Ieri era stato catturato il complice e cognato Giovanni Mazza

di Luigi Nicolosi

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Denaro in prestito a spaventosi tassi di usura, fuga finita anche per il secondo aguzzino. Gaetano De Gennaro, 39enne di via Ghisleri, si è costituito nel primo pomeriggio di oggi nel carcere di Secondigliano. Ieri era stato invece il turno del complice, nonché cognato, Giovanni Mazza, 40 anni, bloccato a Civitavecchia di ritorno dall’estero.

I due indagati erano ricercati da metà febbraio in seguito all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Rimini. L’indagine ha avuto origine dalla denuncia sporta ad inizio gennaio da un imprenditore di auto usate e titolare di un garage del Riminese di origine napoletana, il quale, al fine di avviare la sua attività imprenditoriale, nel febbraio 2018 aveva chiesto e ottenuto da una persona di sua conoscenza un primo prestito di 8.000 euro. In virtù di quest’accordo, dal marzo 2018 al dicembre 2019 la vittima aveva regolarmente corrisposto all’usuraio la somma mensile di 1.200 euro a titolo d’interesse. Nel luglio 2019, a causa di alcune difficoltà economiche, al denunciante era stato elargito un nuovo prestito, questa volta di 30.000 euro. In quell’occasione era stato pattuito il pagamento di una cifra mensile di 4.000 euro a titolo d’interesse, con l’ulteriore clausola di assumere all’interno della propria ditta il cognato dell’usuraio, poi arrestato a Civitavecchia e di corrispondere metà dello stipendio (pattuito in 1.200 euro) e dell’affitto dell’appartamento nel quale avrebbe dovuto abitare. I pagamenti venivano effettuati su carte Postepay o in contati al cognato, tanto a Rimini quanto a Napoli. A Napoli, a Natale, l’imprenditore riminese, resosi conto di non poter più far fronte ai pagamenti – l’ultimo era stato di 2300 euro – e minacciato di morte era tornato a Rimini per sporgere denuncia in Questura. Le indagini della prima sezione criminalità organizzata della Mobile sono però ben presto arrivate a un punto di svolta.

Ieri è stato il turno di Mazza, bloccato al porto di Civitavecchia mentre tornava dalla Spagna. Oggi è andata invece in scena la mossa di De Gennaro, che accompagnato dal proprio avvocato di fiducia ha deciso di presentarsi spontaneamente nel carcere di Secondigliano. Gaetano De Gennaro, stando a quanto emerso dall’inchiesta, ha una stretta parentela con alcune delle figure al vertice del clan Sautto-Ciccarelli di Caivano. Gli episodi di usura contestati ai due presunti aguzzini di Scampia non risultano però aggravati dalla finalità camorristica.

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