martedì, Agosto 16, 2022
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Usura: finisce in carcere a 84 anni l’ex affiliato alla Nco Giovanni Marandino

Nell’inchiesta della Procura di Salerno è coinvolto anche il figlio



I militari della Guardia di Finanza di Salerno hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di due soggetti, padre e figlio, ritenuti responsabili di usura e di esercizio abusivo di attività finanziaria. In carcere è finito Giovanni Marandino, 84enne, considerato figura di spicco della criminalità cilentana e con a carico una condanna definitiva per associazione a delinquere di stampo mafioso, essendo stato riconosciuto affiliato alla Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo.

Dalle indagini del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Salerno sono emersi elementi probatori di continui prestiti ad usura. Nell’arco di un anno, gli investigatori hanno quantificato in 100.000 euro i finanziamenti concessi, a fronte dei quali ammontano a 90.000 euro i soli interessi incassati. L’indagato avrebbe applicato un tasso del 20% su base mensile. In un caso, invece, sarebbe stato sforato il tetto del 30%. Gli accertamenti investigativi hanno consentito anche di ricostruire la tecnica utilizzata che prevedeva la ricezione di un assegno, il cui importo complessivo inglobava anche gli interessi imposti. In tal modo se alla scadenza la vittima non era in grado di restituire l’intera somma, l’usuraio incassava gli interessi maturati e rinnovava il prestito, garantendosi così ulteriori guadagni. Marandino, che era sottoposto all’obbligo di dimora nel comune di Capaccio Paestum (Salerno), esercitava l’attività direttamente dalla sua abitazione, definita dal gip un “centro logistico di finanziamento”.

Dalle indagini, inoltre, è emerso un ruolo di diretta collaborazione da parte del figlio Emanuell, 40enne finito agli arresti domiciliari. Più defilato, invece, è stato ritenuto il coinvolgimento della moglie di Giovanni Marandino e di un uomo di fiducia della famiglia, che risultano indagati a piede libero. Sono in corso indagini finalizzate ad accertare eventuali responsabilità per il riciclaggio dei proventi dell’usura. Dagli accertamenti sono emerse le caratteristiche tipiche degli usurati, piccoli imprenditori, il più delle volte titolari di esercizi commerciali, che cercavano, così facendo, di superare temporanee crisi di liquidità.

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