di Giancarlo Tommasone

Cosa succederebbe se gli Stati Uniti d’America dovessero attaccare la Siria? La nostra Nazione non parteciperà alle operazioni militari, ma potrebbe o meglio si troverebbe sicuramente a dare supporto logistico agli Usa. E la città di Napoli rappresenta da questo punto di vista uno snodo importante nell’ottica di una eventuale operazione a stelle e strisce.

Sono diverse le città italiane che ospitano basi americane

Ma presso la Naval Support Activity di Napoli ha sede la Sesta Flotta degli Stati Uniti, che è stanziata soprattutto nel Mediterraneo, ma che si muove con operazioni fino alle acque del Nord Europa, a quelle dell’Atlantico occidentale e a quelle dell’Oceano Indiano.
Tornando a Napoli, in caso di attacco alla Siria, ogni mezzo aereo e navale impegnato per il conflitto che dovesse transitare nel Mediterraneo o nel rispettivo spazio aereo, si troverebbe per forza di cose a far parte proprio della Sesta Flotta, che ha appunto sede nel capoluogo campano.

Carabinieri presidiano base Nato a Napoli

Naturalmente, nel caso in cui gli americani dovessero decidere di utilizzare una delle basi operative ‘italiane’, dovrebbero comunque chiedere l’autorizzazione al nostro Governo. Si tratterebbe però di una mera formalità.

Allerta per gli obiettivi sensibili

Quindi, dal punto di vista dell’allerta, si registrerebbero livelli massimi per la città che ospita la suddetta base. Succederebbe quello che è accaduto ad esempio per l’inaugurazione dello Hub (termine del linguaggio informatico che sta a indicare letteralmente elemento centrale ossia mozzo, snodo) a Lago Patria. Si tratta di una struttura costituita per la raccolta e la gestione delle informazioni lungo il fianco sud dei territori dell’Alleanza Atlantica, che però si occupa anche di coordinare le attività. Nel periodo in cui fu inaugurato lo Hub, si registravano forti tensioni tra gli Usa e la Corea del Nord, motivo per cui, la struttura, obiettivo già di per sé sensibile, fece innalzare ulteriormente i livelli di allerta.