Il prossimo 25 settembre 2020 tutti gli studenti delle università italiane si mobiliteranno negli atenei e nelle città per protestare contro temi precisi

Come già accennato nel titolo, il prossimo venerdì 25 settembre 2020 il LINK Coordinamento Universitario ha proposto una mobilitazione negli atenei e nelle città, in cui tutti gli studenti protesteranno in merito alla riapertura delle università e dei finanziamenti al sistema universitario.

Dopo le scuole, anche le Università si stanno muovendo per affrontare la ripresa delle attività didattiche in presenza. Nei vari atenei italiani si adotteranno modalità diverse, ma nella maggior parte dei casi, si seguirà la doppia offerta didattica, ossia: online e in presenza.

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A tal proposito e su questo delicato tema è intervenuta Camilla Guarino, coordinatrice nazionale del LINK, che ha voluto parlare delle misure di intervento e di finanziamento che verranno seguite dopo l’emergenza sanitaria da Coronavirus. Queste a seguire sono le sue parole:

“Dopo mesi di lockdown e di didattica a distanza ancora oggi governo ed atenei non riescono a garantire a tutti gli studenti e le studentesse di rientrare in sicurezza nelle università del nostro paese. Continuiamo a ribadire che rilanciare l’università pubblica deve essere una priorità del governo per rilanciare tutto il paese, attraverso un maggiore accesso all’istruzione e un potenziamento della ricerca che produca innovazione. Dopo tutto questo, ora gli studenti vogliono riprendere parola!”.

Gli studenti di tutta Italia, proprio in merito a ciò, hanno deciso di scendere in piazza e protestare:

“Il 25 settembre ci mobiliteremo nei nostri atenei e nelle nostre città insieme all’Unione degli Studenti, verso la manifestazione nazionale a Roma del 26 settembre lanciata dal movimento Priorità alla Scuola, a cui aderiamo e nella quale vogliamo portare anche i temi universitari. Il 25 settembre vogliamo rivendicare la possibilità per tutti gli studenti e le studentesse di tornare fisicamente a frequentare gli atenei in sicurezza, e la completa accessibilità e gratuità dell’istruzione universitaria, attraverso il rifinanziamento con il Recovery Fund del sistema universitario, che ormai da troppi anni sconta una grave carenza di risorse”.