Raimondo Pasquino, ex presidente dell'Aru

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di Giancarlo Tommasone

Da alcuni giorni Stylo24 si sta occupando della questione dei 5.600 volontari che gli organizzatori delle Universiadi 2019 stanno cercando di reperire (a costo zero) per lo svolgimento dei giochi studenteschi che si terranno a Napoli e in altri centri della Campania dal 3 al 14 luglio prossimi.

L’annuncio è stato fatto dal commissario
straordinario Gianluca Basile

Sull’opportunità di «reclutare» migliaia di persone, senza prevedere per loro un minimo indennizzo economico (come si evince dal sito delle Universiadi nel forum dedicato alla presentazione delle candidature), abbiamo raccolto le dichiarazioni dell’assessore al Lavoro e alle Risorse umane della Campania, Sonia Palmeri.

L’assessore Palmeri ha dichiarato di non essere a conoscenza
della questione relativo all’impiego di volontari in maniera gratuita

La delegata a Palazzo Santa Lucia, nonostante l’iniziativa dei giochi sia una manifestazione organizzata dalla Regione e coinvolga – dal punto di vista organizzativo – l’intero Ente, ha detto però di non essere a conoscenza della circostanza, di non sapere alcunché relativamente alla questione dei volontari a costo zero. Diversa invece, al riguardo, la posizione di Raimondo Pasquino, ex rettore dell’Università degli studi di Salerno, ex presidente del consiglio comunale di Napoli ed ex presidente dell’Aru (Agenzia regionale Universiadi).

Pasquino sposa la linea del nostro giornale e al riguardo dell’impiego dei volontari, dichiara: «La volontarietà non significa gratis. Il problema è che bisogna prevedere una sorta di rimborso spese». «Ho letto la dichiarazione di Basile e mi è piaciuta, l’ho letta come una necessità e per evitare che ci potessero essere degli equivoci, ha fatto capire che i volontari saranno impiegati a costo zero. Ora con costo zero, credo, che bisogna intendere che i volontari non saranno dipendenti, non saranno stipendiati, ma non potranno non essere indennizzati. Io credo che un po’ di argent de poche (un minimo di rimborso economico), immagino 300-400 euro a persona per il servizio reso, debba essere previsto. Anche se non ho elementi diversi da quelli che ha esternato il commissario Basile».

Quindi, secondo quanto dichiara Pasquino, alla fine, dovrebbe
essere previsto (sarebbe opportuno prevedere) un indennizzo di natura economica per i 5.600 volontari, che saranno impiegati
per un periodo superiore rispetto a quello in cui fattivamente
si svolgeranno le Universiadi (3-14 luglio)

Chiediamo poi all’ex presidente dell’Aru:  che tipo di mansione andranno a svolgere detti volontari? «Per quello che ho sempre visto in tali ambiti – spiega – questi volontari hanno il compito di guidare i processi che sono organizzativamente centrali. E quindi i volontari vengono dislocati sulle strutture sportive, sono distribuiti lungo i percorsi, per poter indirizzare quelle che sono le esigenze della macchina organizzativa». Faranno, dunque, da interfaccia e da collegamento tra Aru e le delegazioni provenienti da 160 Paesi del mondo. Ribadiamo che il numero delle persone che si stanno reperendo ammonta a 5.600 unità a fronte di 9.500 atleti che parteciperanno ai giochi. E’ chiaro come appaia centrale il loro ruolo, per la buona riuscita delle Universiadi.

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