La fiaccola delle Universiadi arriva a Napoli

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di Giancarlo Tommasone

Corsa contro il tempo, numeri e tanti soldi per le Universiadi di Napoli 2019. Ma come vedremo, anche un esercito di 5.600 volontari che si stanno reclutando e che verranno impiegati praticamente a costo zero.

Cercasi un esercito di 5.600
volontari da impiegare a costo zero

Tutto ciò a fronte di oltre 200 milioni di euro investiti per lo svolgimento dei giochi universitari che si terranno dal 3 al 14 luglio prossimi. Gli atleti si attestano sulle 9.500 unità, provengono da 160 diversi Paesi. E a questo dato, va aggiunto naturalmente quello relativo ai componenti delle delegazioni che accompagneranno i partecipanti alle attività previste dall’«agone accademico». Trenta i milioni di euro che nel corso del lungo iter di organizzazione sono stati assegnati a partire dal 2017. Spese economiche già assunte dall’Aru (Agenzia regionale per le Universiadi), tra esse bisogna considerare quelle destinate ai quattro esperti in organizzazione di manifestazioni sportive (600mila euro), e quelle per le trasferte a Taipei (agosto 2017) nell’ambito della staffetta tra l’ultima e la nuova sede dei giochi universitari.

Il rischio di celebrare la manifestazione nel 2021,
per il paventato slittamento dovuto ai ritardi in fase
di organizzazione, è stato più che reale

Ma adesso sembra che si sia arrivati in dirittura d’arrivo. Anche se restano molte perplessità. Il commissario straordinario delle Universiadi, Gianluca Basile, nel corso di una intervista rilasciata al quotidiano «Il Mattino» ha dichiarato che sono stati affidati tutti gli appalti. Relativamente ai trasferimenti degli atleti, «per i quali saranno utilizzati bus, auto con conducenti e taxi», Basile dice di aver ricevuto una grandissima risposta da parte dei tassisti. Perché a fronte di una richiesta di 300 unità, sono arrivate mille proposte. Ma, a detta del commissario, quello di cui c’è veramente bisogno sono i volontari. Ne servono 5.600 e avranno un ruolo centrale nella riuscita e fattibilità delle Universiadi). Sul sito dell’Aru c’è un forum dove è possibile candidarsi, ma, specifica Basile, «poi ci affideremo a un’agenzia con il compito di reclutarli».

Forse il commissario intendeva
dire che l’agenzia avrà il compito
di scremare le proposte, e immaginiamo
che l’agenzia svolgerà detto compito, a pagamento

A parte la difficoltà di reperire tale forza lavoro a costo zero, c’è da porsi qualche interrogativo proprio sul versante della remunerazione. E’ mai possibile che una organizzazione come quella delle Universiadi, per la cui organizzazione, ribadiamo, sono stati investiti 200 milioni di euro, abbia bisogno di un numero elevatissimo di volontari da utilizzare gratis? Se andiamo a vedere sul sito dell’Universiade ci accorgiamo che i servizi offerti ai volontari prevedono: uniforme ufficiale di Napoli 2019; cibi e bevande per ogni turno di lavoro; accesso ai mezzi di trasporto per raggiungere il luogo interessato; certificato di partecipazione ufficiale. Quindi, una tuta, un mini abbonamento per i mezzi pubblici, cibi e bevande nel periodo di lavoro.

Almeno al volontario, si dà da mangiare e da bere: già è una cosa. Tutto ciò a fronte, tra l’altro, dell’impegno «a collaborare su un minimo di 5 giorni per turni di circa 6-8 ore ciascuno (si precisa che le attività lavorative non si svolgeranno mai continuativamente per più di 5 giorni senza avere un giorno libero)», è scritto nell’elenco dei requisiti minimi. Ma cosa si richiede ai volontari? Devono avere qualche attitudine o professionalità particolare? Assolutamente no. Quindi ci potremmo trovare davanti a 5.600 unità di forza lavoro; migliaia di volontari tra cui compaiono (anche, se non esclusivamente) camerieri, addetti alle pulizie, o generici factotum che per il loro impegno si accontentano del certificato di partecipazione ufficiale, magari da allegare a un curriculum. Giusto per fare due conti: a un volontario impiegato presso il Servizio civile viene riconosciuto un rimborso di circa 400 euro mensili.

Se ai 5.600 volontari delle Universiadi si riconoscesse
un «gettone» pure di 300 euro complessivi, bisognerebbe
investire un milione e 680mila euro

Soldi per pagare chi mette a disposizione oltre alla passione, tempo tolto ad altre attività e il suo servizio. Servizio che, visti gli investimenti importanti per le Universiadi di Napoli (200 milioni di euro), non si capisce perché dovrebbe essere svolto gratuitamente. Va bene che l’importante è partecipare, ma ci chiediamo: chi fa di queste proposte (5.600 volontari a costo zero), un po’ di imbarazzo, lo prova?

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