La fiaccola delle Universiadi arriva a Napoli

di Giancarlo Tommasone

L’Italia, considerando la prevista edizione del 2019 a Napoli, è il Paese che ha ospitato più volte le Universiadi, ben 11. Gli ultimi giochi «tricolori» (escludendo quelli invernali) si sono svolti in Sicilia, 21 anni fa.

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All’epoca, presidente del Comitato organizzatore fu Nino Strano, senatore della Repubblica durante la XVI Legislatura.

Si discute spesso sui benefici pratici, che una manifestazione del genere – a fronte di quanto investito – può portare alle città in cui si organizza. Per tale motivo siamo partiti proprio dall’edizione siciliana, per la quale si stanziarono quasi 500 miliardi delle vecchie lire.

L’ex senatore Nino Strano fu presidente del comitato organizzatore delle Universiadi in Sicilia nel 1997

E siamo giunti alla conclusione, che al di là delle convinzioni dei singoli organizzatori – alquanto opinabili, perché c’è il rischio altissimo che risultino di parte – non è che i giochi portino a così felici e ricchi risultati.

Detto in parole povere: l’impresa non vale la spesa.

Un’edizione alquanto turbolenta, quella del ’97 in Sicilia; si tenne principalmente tra Catania, Palermo, Messina e Trapani (e in altre sette centri siciliani), dal 20 al 31 agosto. Ne seguirono due inchieste della magistratura. La prima che portò in totale a diciotto imputati (andati poi tutti assolti), che secondo l’accusa avrebbero lucrato o avrebbero avuto vantaggi anche indiretti sulle iniziative di propaganda per le Universiadi in Sicilia nel 1997.

I lavori nello stadio San Paolo per le Universiadi

La pubblicizzazione dell’evento sportivo, che secondo la Procura ebbe costi estremamente eccessivi, avvenne a Fukuoka, in Giappone, città che ospitò le gare nel 1995. Si rischiò addirittura di far cancellare i giochi siciliani. Nell’ambito della seconda inchiesta, che accese i riflettori sui costi ritenuti esorbitanti (i suddetti 500 miliardi di lire spesi per l’edizione del 1997), si arrivò anche al sequestro di decreti, contratti, bandi di gara, verbali per le numerose trattative private.

La documentazione fu acquisita dai carabinieri con un accesso nelle stanze dell’Ufficio speciale, istituito proprio per le Universiadi, dall’Assessorato regionale al Turismo.

Alla fine, in termini di risultati – inchieste della magistratura a parte -, ci furono riscontri positivi per le città che ospitarono quella edizione dei giochi? Stylo24 lo ha chiesto al presidente del Comitato organizzatore dell’epoca, Nino Strano.
«I risultati furono eccezionali e tangibili – dichiara Strano – soprattutto in termini di turismo. Le Universiadi rappresentarono una vetrina formidabile per l’intera Sicilia, anche perché, cosa mai fatta prima, furono coinvolti ben 11 centri della nostra isola. Oltre a ciò bisogna considerare anche gli interventi effettuati per gli impianti sportivi, che, è naturale, furono utilizzati anche dopo i giochi universitari».

Nessuno mette in dubbio le bellezze paesaggistiche dell’isola e il suo patrimonio culturale e storico. Magari la maggior parte degli atleti conosceva già la Sicilia.

Sul frangente degli impianti, invece, a un anno dalla conclusione delle Universiadi, come evidenziò un’inchiesta del quotidiano La Sicilia, risultarono luci e ombre. A Catania, accanto a «gioielli» come il Cibali o la piscina di Nesima, ad esempio, si dovette fare i conti con diversi impianti arrivati in completi all’appuntamento dell’estate 1997. Strutture, che un anno dopo la fine dei giochi universitari non erano state ancora concluse.

Stessa cosa a Messina, dove a fronte di investimenti per decine di miliardi di lire, le Universiadi lasciarono in città una traccia quasi invisibile.

L’unico impianto utilizzato nel corso della kermesse dell’estate ’97, rendiconta La Sicilia, fu la piscina Cappuccini. A Palermo fu portato a termine il rifacimento della piscina olimpica, ma nel 1998, lo stadio di atletica leggera era rimasto ancora sulla carta. Investimenti pari a zero, invece a Trapani e a Marsala. Nonostante ciò, assicura Nino Strano, «i giochi universitari del ’97 furono un successo, la mia più grande soddisfazione dal punto di vista lavorativo.

La presentazione ufficiale delle Universiadi 2019 presso la sede del Coni, a Roma: al centro, il governatore Vincenzo De Luca

Qualcosa di irripetibile, e portarono lustro a tutta la Sicilia». A proposito della situazione alquanto complicata che si vive a Napoli per l’organizzazione della XXX edizione, Strano si propone: «Se De Luca e de Magistris dovessero aver bisogno di una mano, basta dirmelo. Sono disposto a venire a Napoli gratis e mi accollo pure le spese di viaggio».