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Al vetriolo l’intervento del presidente dell’Unione giovani dottori commercialisti ed esperti contabili di Napoli. «Il governo ha inserito nella legge di Bilancio 2019 diverse novità fiscali degne di una disamina, la pace fiscale e la flat tax. Non capiamo il senso innovativo di una pacificazione fiscale che sembra assumere sempre più le sembianze di un cappio stretto attorno al collo dei contribuenti di questo Paese», ha detto Maria Caputo.

«Il vero perno di questa ‘pace fiscale’ è il cosiddetto ravvedimento forzato, una possibilità data ai contribuenti di poter fare emergere maggiori imponibili fino ad un massimo del 30% in più rispetto alle somme dichiarate ma entro un limite di 100mila euro, scontando una aliquota fissa del 20%. Il primo riferimento – spiega Caputo – non può che esser rivolto alle conseguenze penali di una eventuale dichiarazione integrativa mendace: questo comportamento è punito dalla norma con la reclusione da un anno e sei mesi fino a un massimo di sei anni. E’ quindi sottintesa la peculiarità di un condono che tutto è tranne che ‘tombale’, considerata la possibilità di far ripartire i termini di accertamento per l’emissione delle cartelle esattoriali in relazione ai componenti integrati con la dichiarazione speciale».

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