giovedì, Ottobre 6, 2022
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Il ct dell’Ungheria ricorda con orrore Cava de Tirreni: «Sputavano su mia figlia e mia moglie»

Marco Rossi ha trovato l’america… in Ungheria. Il commissario tecnico della nazionale ungherese ha trovato la sua fortuna in un paese che oggi come oggi non ha più una grande tradizione pedatoria ma che invece agli albori del calcio ha saputo dire la sua (con fenomeni del calibro di Puskas, anche se questa è tutta un’altra storia).

Marco Rossi (ct dell’Ungheria) ricorda un fatto spiacevole successo a Cava

Il tecnico ha rilasciato una lunga intervista sulle colonne di Repubblica. Nel corso della chiacchierata con il collega, Rossi ha ricordato un episodio spiacevole che risale a circa 10 anni fa, quando allenava la Cavese: “Hanno fatto qualcosa di più abietto e schifoso delle minacce, perché sputare in tribuna su mia moglie e mia figlia è una cosa che credo sia successa solo allora. Dopo era una situazione durissima perché non riuscivo a ottenere un lavoro. Mi sentivo inadeguato, l’opportunità di andare in Ungheria è stata una benedizione. Oggi ho un contratto fino al 2025, e anche se ho una clausola di rescissione non ho intenzione di andar via. A differenza, però, di quanto fatto all’indomani dell’Europeo, quando declinai offerte e incontri con dirigenti della Premier, oggi le valuterei”.

Così Rossi sul suo rapporto con il leader ungherese Orban

E poi ancora, sul suo rapporto con il discusso leader Orban: “Devo dire che con Orban ho un bellissimo rapporto basato esclusivamente sul calcio perché lui è un intenditore. Io, invece, non parlo di politica perché non ne so nulla. Credo che, nel mondo, di tuttologi ce ne siano già abbastanza, dai virus alle guerre, lascio a loro il compito di pontificare”.

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