martedì, Novembre 29, 2022
HomeNotizie di CronacaUna nuova mina piomba sulla faida di Ponticelli: scarcerato il «rampollo» del...

Una nuova mina piomba sulla faida di Ponticelli: scarcerato il «rampollo» del clan De Micco

Arrestato poche settimane fa per armi e resistenza a pubblico ufficiale, il nipote del ras Ottaiano ottiene gli arresti domiciliari. Intanto è sprint nelle indagini per individuare i responsabili dell’ultima guerra a suon di bombe

di Luigi Nicolosi

Poco più che ventenne e già con una fedina penale tutt’altro che immacolata. Ma soprattutto con alle spalle una parentela ingombrante, nel solo della quale sembra essersi pienamente inserito. Arrestato per armi e resistenza a pubblico ufficiale a fine marzo, all’alba dunque dell’ultima faida delle bombe ancora in corso a Ponticelli, Federico Ottaiano rischiava di andare incontro a una lunga detenzione. Il giovane rampollo della mala di Napoli Est ieri pomeriggio è invece andato incontro a una clamorosa scarcerazione per sopravvenuta attenuazione delle esigenze cautelari. Il nipote del boss Giovanni Ottaiano, uomo di punta del clan De Micco, per ora dovrà accontentarsi degli arresti domiciliari fuori regione, ma la notizia del suo «rilascio» ha subito innescato più di qualche preoccupazione negli ambienti investigativi.

Quello di Federico Ottaiano è del resto da tempo un volto ben noto agli archivi delle forze dell’ordine. Qualche anno fai il giovane di Ponticelli era stato arrestato per una brutta storia di rapine di cui si sarebbe reso protagonista insieme ad alcuni fuoriusciti del clan Sarno. Ritrovata la libertà, il 23enne non sembra però aver rimesso la testa a posto. Arriviamo così a fine marzo, quando all’inizio dell’ultima escalation di piombo e terrore, viene sorpreso armato insieme al cugino Mattia Ottaiano. I due si trovavano in via Crisconio, storica base operativa del clan De Micco, e stavano pattugliando la zona temendo forse l’ennesima incursione nemica. Quando sulla scena è però piombata una volante della polizia di Stato ecco che i due hanno subito tentato la fuga.

Il loro piano non era però andato a buon fine. Nel giro di pochi minuti gli agenti hanno infatti immobilizzato entrambi e recuperato tre pistole pronte all’uso. Sulla vicenda aleggiano ancora adesso diversi punti di domanda: al momento non è infatti chiaro se quelle armi dovessero soltanto essere spostate o se i due Ottaiano si stessero preparando a un raid o a rispondere a un’eventuale azione nemica. Non solo, gli investigatori stanno soprattutto cercando di capire l’esatta collocazione dei cugini nell’attuale scacchiere criminale di Ponticelli. Il clan De Micco, decimato da arresti e condanne esemplari, allo stato attuale viene ritenuto pressoché disarticolato, ma numerosi dei suoi affiliati, soprattutto i più giovani, sono da qualche tempo confluiti nell’agguerrita costola dei De Martino “Xx”, attualmente impelagata in una guerra senza esclusione di colpi con il cartello De Luca Bossa-Minichini-Casella. Non è da escludere, dunque, che anche gli Ottaiano, ferma restando la presunzione di innocenza fino a prova contraria, possano aver deciso di aderire alla prima fazione.

Proseguono intanto le indagini che dovranno fare luce sugli ultimi attentati dinamitardi consumatisi nel quartiere. Con tre bombe piazzate nel giro di appena quattro giorni gli investigatori, e neppure i residenti della zona, non dormono sonni tranquilli. Fin qui la conta dei danni è stata piuttosto limitata, ma il rischio che ci vada di mezzo qualche innocente è piuttosto elevato, motivo per il quale negli ultimi due giorni polizia e carabinieri hanno messo a segno diverse operazioni ad alto impatto nel quartiere. A essere stati passati al setaccio sono stati, non a caso, soprattutto il Lotto 0, enclave dei De Luca Bossa, e il rione Fiat, bunker dei De Martino. Le perquisizione hanno portato al sequestro di diverse dosi di stupefacenti e di alcuni coltelli. Di bombe, però, almeno fino ad ora neppure l’ombra.

Articoli Correlati

- Advertisement -