di Gigi Buoninconti

(Carmine Aymone è giornalista e critico musicale napoletano. Ha all’attivo una vasta produzione letteraria sui temi della musica e delle tradizioni partenopee. È ideatore e curatore, insieme a Michelangelo Iossa, della ormai consueta rassegna musicale «Rock»)

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Lei è autore di «Hollywood, morte e misteri delle star». Come nasce l’idea di realizzare questo libro, questa raccolta di 70 storie?

«Questo è il mio primo libro non musicale che affonda le sue radici nel 1988 quando iniziai a lavorare per il Giornale di Napoli e mi colpì la storia di una piccola attrice, una bimba prodigio americana di 10 anni assassinata da un padre eccessivamente geloso. Quell’evento mi scosse a tal punto che negli anni sono sempre stato un po’ più attento e sensibile a notizie che raccontavano episodi di tal genere. Dal 1988 ad oggi ho sempre annotato nelle mie agende tutti quei casi che per me erano espressione concreta di quel dark side che costituisce l’altra lettura di Hollywood, l’altra storia della tv, del teatro e del cinema. Un annetto fa mi sono reso conto che avevo raccolto 140 casi quando ho aggiunto alle altre, la storia di Robbie Williams, suicidatosi per una sua forma di demenza senile depressiva. Di questi 140 ne ho selezionati 70: omicidi, suicidi, incidenti drammatici, morti celebri e meno celebri, tragiche fatalità, vite segnate da eccessi. Si va dalla misteriosa morte di Marilyn Monroe a Heath Ledger (il The Joker di Batman), dai Superman George Reeves e Cristopher Reeve a Elizabeth Ann Short – la “Dalia Nera” -: il corpo di questa giovane ragazza aspirante attrice era stato martoriato e seviziato. I suoi capelli coprivano un viso mutilato da una ferita che andava da un orecchio all’altro creando l’effetto che ai più è noto come “Il sorriso di Glasgow”, triste e macabra emulazione dell’“Uomo che ride” di Victor Hugo. Racconto anche di film maledetti come “Gioventù Bruciata” dove tutti i suoi attori protagonisti sono morti in circostanze tragiche e misteriose: James Dean muore un mese prima dell’uscita della pellicola. Sal Mineo viene assassinato nel 1976 a trentasette anni. Nick Adams viene trovato morto dall’avvocato e amico Erwin Roeder, la notte tra il 6 e il 7 febbraio del 1968 nel suo appartamento a Beverly Hills, ucciso da una dose eccessiva di sedativi e stupefacenti. Natalie Wood annega nel 1981 a quarantatre anni in circostanze ancora oggi non del tutto chiarite».

Il libro del giornalista napoletano Carmine Aymone

Quali sono state le sue fonti in questa attenta e meticolosa analisi che l’ha portata a raccontare queste 70 storie?

«Semplicemente riscoprivo un caso e mi andavo a leggere i giornali dell’epoca perché molti casi risalgono anche al cinema muto. Da giornalista di nera, quale non sono, mi andavo a leggere tutto il materiale inerente le varie vicende. Così ho scoperto anche che negli anni ’30 poiché si verificavano continuamente scandali, suicidi, assassini, morti misteriose e orge, le grandi case cinematografiche di Hollywood misero delle “clausole morali” (Codice Hays) all’interno dei contratti in cui si specificava che se attori o attrici avessero fatto uso di droga o di alcool sarebbero stati licenziati. Questo ci fa capire quindi che alle volte bisogna stare attenti nel distinguere l’etica dalla morale. Non dimentichiamoci che Woody Allen ha spostato la sua figliastra minorenne, Jerry Lewis il famoso rocker aveva sposato sua cugina minorenne e Roman Polanski è stato prosciolto per decorrenza dei termini ma è stato accusato di stupro di una minorenne negli anni ’70».

L’autore del libro, Carmine Aymone

Quali sono tra queste settanta, le storie più macabre che hanno avuto una tragica fine?

«Sicuramente tra le altre la più macabra è quella che racconta la morte di Sharon Tate per mano del folle Charles Manson, morto proprio in questi giorni. Una sera nell’agosto del ’79 questo hippie folle della Manson family si reca nella villa di Sharon Tate per ucciderla. La donna, attrice bellissima e moglie del regista Roman Polanski, era incinta all’ottavo mese e con il suo sangue quella notte furono addirittura imbrattati i muri con le parole del brano “Helter Skelter” dei Beatles. Essendo io del ’70 sono poi legato al film “il Corvo”, tratto dal fumetto di James O’ Barr, sul cui set tragicamente muoiono Bruce e Brandon Lee, rispettivamente padre e figlio».

Qual è quel sogno che ciascun protagonista ha raggiunto o provato a catturare?

«Beh io non parlo solo dei divi di Hollywood ci sono anche degli italiani tra cui Liliana Castagnola, soubrette degli anni ’30-’40, fidanzata di Totò che si suicidò proprio per amor suo. Si parla del povero Pietro Taricone schiantatosi al suolo col paracadute. Parlo di Fred Buscaglione che cantava “Eri piccola così”. Ecco io intendo il sogno come quel qualcosa di mai raggiunto perché reciso alla fine in maniera tragica. Facendo un’analisi Hollywood è l’emblema, Los Angeles la città degli angeli, ma gli angeli se tu provi a raggiungere un sogno e non ci riesci, diventano demoni, non solo demoni che ti possono far del male ma anche demoni che abbiamo noi dentro e che ti possono portare alla depressione, alla droga, all’alcool fino addirittura al suicidio».

Carmine Aymone è giornalista professionista e critico musicale del Corriere del Mezzogiorno

Cosa pensa dello star System, del mondo dello spettacolo in generale e della sua evoluzione negli ultimi 60 anni?

«Credo che le regole dello Star System siano sempre quelle. Ora tutto arriva in tempo reale perché l’informazione nell’ultimo decennio è cambiata grazie al boom di internet ma le regole del gioco, bello o brutto che sia, comunque sono sempre quelle: giochi e intese strane tra attrici e produttori ci sono sempre stati e sempre ci saranno».

Alla luce anche dei recenti scandali che hanno interessato il produttore Weinstein, l’attore Spacey e il regista Brizzi, pensa che quello che è stato raccontato è ciò che abitualmente e realmente accade in quel mondo?”

«Finchè non ci sono prove, finchè l’accusato non ammette le sue colpe, io non mi sento in diritto di creare dei mostri. È una realtà, quella degli scandali nel mondo dello spettacolo che esiste da sempre: purtroppo il mondo non è solo luce ma è anche ombra pregna di vizi, ricatti, complotti, e perversità».

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