mercoledì, Febbraio 1, 2023
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Un ras in gonnella comanda a Ponticelli: «Le lasciano la casa per rispetto»

Il racket degli alloggi popolari dietro la scalata di Gabriella Onesto ai vertici del clan De Luca Bossa. La 43enne è stata però schiacciata dalle accuse dell’ex killer Schisa: «Gestisce tutti gli alloggi popolari del quartiere e se vuole li libera con la forza»

Spietata e pronta a tutto pur di perorare la causa del suo clan: anche a impugnare una pistola o a cacciare i malcapitati inquilini dagli alloggi popolari che la cosca aveva deciso di “requisire”. Quello di Gabriella Onesto, 43enne emergente ras di Ponticelli, è uno dei profili più inquietanti emersi dall’inchiesta che ieri mattina, con l’esecuzione di 62 arresti, ha portato – si spera – alla disarticolazione del clan De Luca Bossa-Minichini con base tra il lotto 0 e il quartiere Barra. Sulla donna pende oggi una sfilza di accuse: tra cui associazione mafiosa e la regia del racket delle case popolari in gran parte della periferia est di Napoli.

Il nome di Gabriella Onesto era già balzato alla ribalta della cronaca pochi anni fa nel corso di un’indagine su una delle sparatorie che il gruppo Minichini avrebbe commesso a piazza Mercato, nel centro del capoluogo. Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia e la 43enne sembra aver scalato rapidamente i vertici dell’organizzazione. La sua ascesa potrebbe però essere giunta al capolinea con la retata messa a segno ieri da polizia e carabinieri. A indicare il ruolo che Onesto avrebbe avuto all’interno del clan è stato soprattutto il killer Tommaso Schisa, oggi collaboratore di giustizia, che il 2 ottobre 2019 ha reso agli inquirenti una lunga e circostanziata deposizione in merito. Quello che ne viene fuori è il ritratto di una donna pronta a tutto per seminare il panico nel quartiere, anche a discapito della povera gente.

Il pentito, riconosciuta la donna in foto, ha spiegato: «Gabriella Onesto gestisce tutte le case popolari di Ponticelli, nel senso che vende e assegna le case popolari, ossia spesso individua le case e o le libera con la forza oppure le vende a terzi. In alcuni casi addirittura i figli delle persone anziane che poi muoiono, per “rispetto” nei confronti del clan cedono la loro casa a Gabriella che la vende a chi ritiene. Lo stesso hanno fatto anche per l’ex fidanzata di Alessio Bossis che, dopo essere ritornata con il suo ex fidanzato, le è stata tolta la casa per punirla dello sgarro fatto». Bossis, vale la pena ricordarlo, è stato ucciso pochi giorni in una agguato di stampo mafioso alle porte di Napoli Est: i killer sono ad oggi ancora ignoti. Lo stesso Bossis figura inoltra tra gli indagati nell’inchiesta culminata nel blitz di ieri mattina.

La ras si sarebbe però macchiata anche di altri gravi reati. Tommaso Schisa ha infatti rivelato: «Oltre ad aver avuto un ruolo in qualche omicidio, per il quale ho già riferito, le si occupa di gestire le estorsioni dalle ditte di pulizie per tutta Ponticelli. Per un periodo lo ha fatto anche la mamma di Michele Minichini. Cura in prima persona estorsioni, sparatorie e gestisce una piazza di spaccio sotto casa sua. È cugina di mia madre. Le piazze che gestisce smercia sia crack, cocaina, che gestisce da sola, mentre l’eroina con Michele Minichini. Per l’erba non gestisce direttamente lei, ma l’ha affidata a Maria di Gettone». Quanto alla “mesata: «Gabriella Onesto percepiva uno stipendio separato in quanto convivente di Michele Minichini. Percepiva anche i proventi della piazza di spaccio da lei direttamente gestita “abbascio a chicca”». Insomma, un ruolo di prim’ordine.

luni

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