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Un paravento e poco più: recupero del pontile Saint Tropez in alto mare

Quasi un anno e mezzo dopo l’aggiudicazione alla società Lady Hawke il recupero della struttura appare ancora incompiuto

di Fabrizio Geremicca

Un paravento per delimitare l’area con impresse frasi che annunciano – forse con un pizzico di eccessivo ottimismo – la prossima apertura. All’interno neppure un operaio al lavoro e tubolari in ferro arrugginiti dalla salsedine. Quasi un anno e mezzo dopo l’aggiudicazione da parte dell’Autorità Portuale di Napoli alla società Lady Hawke della concessione per sei anni del pontile Saint Tropez, che affaccia sul mare di via Caracciolo, a poca distanza dall’attracco degli aliscafi, il recupero della struttura appare ancora incompiuto. Era maggio 2021 quando la compagine con un capitale sociale di duemila euro (una società a responsabilità limitata semplificata) bruciò cinque concorrenti – tra i quali gli armatori Lauro e Aponte – grazie ad una proposta di rialzo sul canone di concessione piuttosto alta.

La società che aveva Luana Biondi come socio unico ed Ernesta Musso, la madre di Biondi, come amministratrice si impegnò a versare – dopo i primi due anni, nei quali il canone sarebbe stato solo di 2500 euro annui, ma avrebbe dovuto ristrutturare il pontile – circa 50.000 euro ogni 12 mesi. In più, assumeva l’impegno di erogare come cauzione all’Autorità Portuale, prima della firma della concessione, 100.000 euro.

Nella seduta del 28 settembre 2021 il comitato di gestione dell’Autorità Portuale aveva espresso a sua volta parere favorevole all’aggiudicazione del pontile Saint Tropez a Lady Hawke «da destinare a punto di ormeggio e imbarco/sbarco di passeggeri per natanti adibiti a gite panoramiche nel golfo, previa esecuzione d’interventi di ripristino funzionale della struttura, alle condizioni e obblighi previsti nell’avviso di partecipazione alla procedura di cui alla delibera Adsp numero 5/2021 e nei termini di cui alla proposta progettuale agli atti d’ufficio, nel rispetto delle prescrizioni indicate dall’Ufficio Grandi Progetti e Manutenzioni e nel rispetto delle prescrizioni indicate nel decreto di vincolo della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Campania numero 171 del 23/09/2005».

Aggiungeva il provvedimento del comitato di gestione: «L’effettivo rilascio della suddetta concessione è subordinato all’esito favorevole del competente parere della Capitaneria di Porto di Napoli già richiesto con nota del 17/09/2021, all’esito favorevole delle verifiche istruttorie attualmente in corso, nonché alla corresponsione del canone come determinato all’esito della procedura a evidenza pubblica di cui in premessa e alla costituzione della cauzione di cui all’articolo 17 del Regolamento di Esecuzione al Codice della Navigazione».

Il pontile Saint Tropez è tutt’altro che risanato

Un anno più tardi, però, il pontile è tutt’altro che risanato e appare ancora piuttosto remota la possibilità che Saint Tropez diventi a breve un punto di attracco e di sbarco per i natanti impegnati nelle isole del golfo. Il 25 agosto 2021 Luana Bondi, che all’epoca viveva a Ibiza e lì si occupava in particolare dell’organizzazione di eventi, contattata dal cronista di Stylo24 per aggiornamenti e per chiarimenti, scriveva su messanger: «I lavori partiranno a breve. Ci sono lungaggini della trafila burocratica e determinate dalle richieste della Capitaneria di Porto per la polizza assicurativa. L’operazione va avanti, però, e realizzeremo i lavori».

Alcuni mesi fa, poi, non ha dato seguito a una nuova istanza di chiarimenti tramite social. Nella primavera scorsa Andrea Annunziata, il presidente dell’Autorità Portuale, aveva risposto alle domande del cronista sulla vicenda informando che la situazione si stava per sbloccare, dopo intoppi e rallentamenti di carattere amministrativo e burocratico, peraltro non meglio specificati. Dopo di allora, in effetti, è comparso il paravento. Circa i tempi dell’effettivo ripristino e utilizzo del pontile, però, ogni previsione è azzardata.

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