giovedì, Giugno 30, 2022
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«Un occhio di riguardo» per passeggiare nella storia dell’arte

Il volume dello storico dell’arte e critico militante Roberto Nicolucci presentato nel salotto culturale «Le Zifere» a Palazzo De Sangro di Vietri. Tra gli ospiti anche il presidente della Camera, Roberto Fico

Si chiama «Un occhio di riguardo» il libro di Roberto Nicolucci presentato venerdì 17 nel salotto culturale Le Zifere di Palazzo De Sangro di Vietri, sede della Roberto Nicolucci Editore. Ospite di eccezione il Presidente della Camera Roberto Fico. A parlarne con l’autore, Marco Demarco, direttore della scuola di giornalismo del Suor Orsola Benincasa, con la complicità di Stefano Causa, storico d’arte, e di Carlo Vecce, italianista e massimo conoscitore di Leonardo da Vinci. Tutti hanno provato a scortare fuori di rada questa piccola storia dell’arte, distesa dal 1401 fino alla fine del ‘700. Storico d’arte e critico militante, Roberto Nicolucci ha immaginato, per i suoi allievi del corso di storia dell’arte moderna dell’Università Guglielmo Marconi, un vademecum accessibile, risparmiando sulle note ma non sulla passione.

«Sembrerà paradossale – ha dichiarato l’autore poco prima che cominciasse la presentazione – ma la storia dell’arte, così come la storia della musica, continuano ad essere poco note al grande pubblico. Da noi tutti pensano di conoscere Dante. Ma quanti possono dire di conoscere Duccio o Thelonious Monk?».

Il saluto al presidente della Camera

Il professore Roberto Nicolucci ha così aperto la serata: «Saluto il Presidente Roberto Fico che, pur pressato da impegni gravosi, è riuscito a venirci a trovare. Presidente, le siamo tutti riconoscenti e io per primo. Ma oltre l’occasione fortuita di questo libro, che non poteva sperare in un padrino migliore, non nascondo che una presenza autorevole come la sua significa che anche in una città meravigliosa e complicata come Napoli, la missione di fare e promuovere cultura ha ancora un senso. Questo libro l’ho immaginato soprattutto per i miei allievi, ho pensato alla loro creatività, freschezza e intelligenza prensile. L’occhio di riguardo del titolo è per loro».

Contravvenendo al mero ruolo di moderatore, Demarco è entrato da par suo nel merito: «Ho apprezzato nel volume l’aver posto la questione della periodizzazione, della musealizzazione delle opere, senza contare il problema attualissimo del rapporto tra musei e mostre».

Il futuro dei libri

E sulla necessità di allargare le rette del compasso a Demarco, ha fatto eco Causa: «E poi un giorno arriva il libro che aspettavi da tempo, di quelli scritti di getto, geniali, coraggiosi, che si e ci portano per mano, con la fertile incoscienza dei trent’anni. Ma se salutiamo l’uscita di un volume raffinato, capace di far ricarburare in un colpo solo la gloriosa tradizione degli editori napoletani, è anche per merito di Paolo Baldassarre, responsabile della Roberto Nicolucci Editore».

Confidando in questa chiusa sul libro, bello nel contenuto e nella confezione, ha preso la palla al balzo Carlo Vecce, gran conoscitore di scrittori e libri: «L’ho divorato e già questo è un mio giudizio, altrimenti dopo tre pagine mi sarei addormentato. Ma esiste ancora la storia dell’arte? In questa domanda la parola che mi ha colpito di più è “storia”. La storia è anche una forma di racconto e narrazione. Racconti, del resto, compare già nel sottotitolo. Questo libro non è un manuale, è un vero racconto. Il piacere di chi ha scritto incontra il piacere del lettore».

Il messaggio di Bellenger

Sylvain Bellenger, direttore del Museo di Capodimonte non ha voluto mancare sia pure in spirito: «Mi dispiace di non essere presente, perché il libro di Roberto è un manifesto di libertà e sensibilità. La storia dell’arte non esiste se non porta libertà e creatività. Senza queste qualità è un lavoro di entomologia».

«Un occhio di riguardo» è un libro che non si resiste a consigliare a chi non sappia granché di storia dell’arte e voglia cominciare a bagnarsi in questo mare. Ma è stato immaginato anche per chi ne sappia già qualcosa e intenda fare un poco di manutenzione delle idee. I buoni libri si chiudono ma non finiscono.

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